Nomine nel Cda, è scontro istituzionale
Rettore e senato accademico non hanno tenuto conto delle indicazioni del personale tecnico e amministrativo
SASSARI. Scontro istituzionale, forse senza precedenti, fra il rettore Massimo Carpinelli e il senato accademico da una parte, e il personale tecnico e amministrativo dell’ateneo sassarese dall’altra. Una scontro che dovrebbe portare alle dimissioni dei rappresentanti di questi ultimi da tutti gli organismi che regolano la vita universitaria e cioè senato accademico, dipartimenti e consiglio del personale.
Uno scontro che si è innescato all’indomani della nomina del rappresentante del personale tecnico e amministrativo nel consiglio di amministrazione dell’università sassarese, scelta fatta dal senato accademico. Una nomina che, è bene sottolinearlo, è di competenza di rettore e senato accademico ma che per prassi consolidata nei decenni, veniva indicato dalle organizzazioni sindacali, e dal personale tecnico e amministrativo più in generale. Un’indicazione che, però, deve rispondere a determinati requisiti professionali.
E così è stato fatto anche in questa occasione. L’università ha invitato i candidati a presentare il loro curriculum, invito al quale hanno risposto in sei. A quel punto la parola è passata al personale dell’università che ha proceduto all’elezione del rappresentante fra cinque candidati (uno, nel frattempo, si era tirato indietro).
Il risultato delle votazioni è stato piuttosto chiaro: uno dei candidati, rappresentante della Uil, ha ottenuto 163 preferenze: altri due candidati si sono fermati a 91 voti, mentre gli ultimi due hanno incassato solo qualche preferenza. Per il personale tecnico e amministrativo non c’era alcun dubbio, il candidato che aveva ricevuto 163 preferenze era quello destinato a ricoprire l’incarico nel consiglio di amministrazione. E invece, rettore e senato accademico hanno scelto uno dei due candidati che aveva ricevuto solo 91 preferenze.
Una scelta incomprensibile per le organizzazioni sindacali che avantieri hanno inviato una lettera al rettore, al direttore generale e al senato accademico annunciando lo stato di agitazione e l’interruzione delle relazioni sindacali. «Relazioni che, in realtà, erano interrotte da tempo – precisa la segretaria provinciale della Uil-Rua Chiara Tedde –. Da mesi chiediamo un incontro con i vertici dell’università, incontro che è sempre stato rinviato perché c’erano altre incombenze da affrontare e risolvere. Solo una volta siamo riusciti a confrontarci con l’università, un incontro quasi informale visto che all’ordine del giorno era iscritto un solo punto: varie ed eventuali».
Rapporti quindi difficili vista l’invito alle dimissioni del personale tecnico e amministrativo da tutti gli organismi fatto dalle organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto la lettera inviata al rettore e cioé Flc-Cgil, Cisl-Università, Uil-Rua, Snals e Csa.
«È stata una scelta fatta contro la chiara volontà del personale – stigmatizza Vittoria Carta, segretaria provinciale della Cisl-Università – e anche per questa ragione ci sentiamo profondamente offesi. E la nostra protesta non è per la scelta del candidato, quanto per il metodo adottato dal senato accademico che ha totalmente disatteso il voto democratico del personale. Quello che compisce, poi, è che la scelta non ha riguardato candidati arrivati quasi alla pari, ma un concorrente staccato di oltre 70 preferenze. Non era mai successo che i vertici dell’ateneo sconfessassero il risultato di una consultazione fra i lavoratori».
La prossima mossa delle organizzazioni sindacali, che va ad aggiungersi allo stato di agitazione, è la convocazione di un’assemblea generale di tutto il personale tecnico e amministrativo dell’università sassarese, la cui data verrà fissata nei prossimi giorni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
