Formazione musicale, serve una riforma

Le proposte dal convegno dedicato al possibile futuro del conservatorio e delle scuole di indirizzo

SASSARI. Una riforma che stabilisca un percorso formativo in grado si riconoscere i talenti precoci, e premiare le eccellenze, che armonizzi i conservatori e le scuole a indirizzo musicale per offra certezze sia ai docenti che agli studenti. È la proposta di trasformazione del sistema di formazione musicale sbocciata a Sassari e illustrata ieri al Conservatorio Canepa nel corso del convegno di studi “La scuola media a indirizzo musicale (Smim) nella filiera della formazione musicale”.

La «proposta di curricolo della Smim orientato alla prosecuzione della formazione musicale nel conservatorio» studiata per organizzare nella maniera migliore possibile l’insegnamento della cultura musicale in un percorso scolastico che va dalla scuola primaria fino alla Alta formazione artistica e musicale (Afam), arriva dalla Commissione paritetica di docenti delle Smim e del Conservatorio, composta da ben quindici professori di musica. Il documento è in una prima fase, ed è ancora apertissimo a modifiche e miglioramenti, ma già traccia quello che potrebbe essere uno schema ideale per il sistema di formazione, in un panorama che in Italia vive una fase sperimentale infinita. A spiegarlo alla platea è stato il professor Stefano Melis, davanti a docenti, studenti e una relatrice d’eccezione: la senatrice Elena Ferrara, membro della Commissione Istruzione pubblica e Beni culturali, e del gruppo di lavoro presieduto dall’ex ministro Berlinguer per la riforma del sistema formativo, nonché fondatrice dell’Intergruppo parlamentare "Per la Musica".

In pratica la proposta di curriculo, appoggiandosi ai riferimenti normativi già esistenti, individua un percorso basato sui cinque strumenti principali insegnati nelle scuole a indirizzo musicale, e segna le modalità di insegnamento, focalizzando le attività per ambiti disciplinari, traguardi e obiettivi generali. Lo scopo finale di un curriculo così creato, «è quello di formare una mente musicale completa», ha spiegato Melis prima di addentrarsi nei tecnicismi della proposta. Prima di lui erano intervenuti, fra gli altri, il direttore del Conservatorio, Antonio Ligios, Greca Piras, referente Sardegna presso il Miur per l’Educazione musicale, Ciro Fiorentino, presidente nazionale della Siem, Stefano Melise. Ligios ha rimarcato i problemi del sistema formativo attuale, in particolare la mancanza di un coordinamento curriculare della filiera, creata con una "non riforma" costruita come una piramide senza solide basi, e che ha generato molta confusione e poche certezze. La chiusura dei lavori è stata affidata alla senatrice Ferrara con un intervento sul tema "La formazione musicale nella legge 107/15 e il percorso di valorizzazione dell’Afam. (v.g.)

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