Il rettore: «Nel cda non entra in automatico il più votato»
SASSARI. Il rettore dell’Università Massimo Carpinelli difende la nomina all’interno del Cda ad opera del Senato accademico di un componente del personale tecnico amministrativo che aveva ottenuto un...
SASSARI. Il rettore dell’Università Massimo Carpinelli difende la nomina all’interno del Cda ad opera del Senato accademico di un componente del personale tecnico amministrativo che aveva ottenuto un numero inferiore di voti rispetto ad altri. È successo questo: uno dei candidati, rappresentante della Uil, ha ottenuto 163 preferenze: altri due candidati si sono fermati a 91 voti, mentre gli ultimi due hanno incassato solo qualche preferenza. Per il personale tecnico e amministrativo non c’era alcun dubbio, il candidato che aveva ricevuto 163 preferenze era quello destinato a ricoprire l’incarico nel consiglio di amministrazione. E invece, rettore e senato accademico hanno scelto uno dei due candidati che aveva ricevuto solo 91 preferenze.
«È un atto pienamente conforme a quanto previsto dall’aricolo 26, comma 5, dello Statuto dell’autonomia – spiega Carpinelli – nel comma è palese la previsione che il Senato debba effettuare la propria scelta tra una rosa tripla di nominativi risultati i più votati. I tre candidati, rispetto alla possibile designazione sono tutti sullo stesso piano. Altrimenti lo statuto avrebbe previsto l’investitura automatica sul candidato più votato». Quindi, secondo il rettore, il risultato elettorale non può essere evocato come criterio univoco di scelta. «Lo Statuto vuole evidentemente che sia il Senato a decidere e la competizione elettorale ha solo una funzione intermedia ma non determinante ai fini della designazione». E prosegue: «Non c’è stata dunque alcuna lesione dello spirito della consultazione pubblica e nè alcuna grave lesione della capacità della componente del personale tecnico amministrativo di proporre i propri rappresentanti legittimati sia sotto il profilo curriculare che dal voto».
I sindacati però hanno giudicato la scelta del senato incomprensibile. Hanno inviato una lettera al rettore, annunciando lo stato di agitazione e l’interruzione delle relazioni sindacali.
«Per quanto riguarda la presunta condotta antisindacale, non capiamo una tale affermazione visto che il rapporto con i sindacati è sempre stato auspicato. La rottura delle relazioni è lecita ma del tutto fuori misura rispetto ai fatti». Il rettore quindi ribadisce ancora una volta la propria disponibilità al dialogo.
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