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Sassari

Lingua blu, la Cia critica l’eccessivo zelo delle Asl

di Barbara Mastino
Lingua blu, la Cia critica l’eccessivo zelo delle Asl

L’associazione di categoria della provincia di Sassari si schiera con gli allevatori Ma è necessario un «rapporto basato sul dialogo con le autorità competenti»

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OZIERI. Aprire un rapporto di dialogo e di confronto tra allevatori e autorità competenti. È la richiesta della Cia provinciale, che difende le istanze degli allevatori che lamentano «un eccesso di zelo da parte del servizio sanitario» culminato, nei giorni scorsi, con la sospensione da parte dell’Asl di Olbia della fiera provinciale degli ovini di Berchidda.

La Cia prende così ufficialmente posizione su un tema che spesso gli allevatori, in particolare quelli del neonato Comitato di Base, hanno più volte lamentato negli anni scorsi: una sorta di accanimento e l’ostinazione «a cercare la malattia a tutti i costi anche laddove ci sono allevatori virtuosi che rispettano tutte le regole».

Il caso specifico è quello della Blue Tongue, questione attorno alla quale, dice il presidente provinciale Cia Giovanni Canu, «si è creato un “ingorgo” burocratico e amministrativo che limita fortemente la movimentazione degli animali, con conseguenze disastrose per la stessa economia agro zootecnica. Crediamo che sia il caso di rivedere certe restrizioni sanitarie – prosegue – da noi ritenute troppo eccessive: è nostra impressione, infatti, che tali misure tendano a tutelare non tanto la sanità degli animali quanto il potere burocratico di chi le applica, e ciò non fa altro che provocare attriti tra il mondo imprenditoriale e il mondo veterinario».

La Cia fa proprie le osservazioni già in altre occasioni avanzate dagli allevatori del settore ovino, che lamentano la mancata adozione di misure per combattere il culicoide, l’insetto vettore responsabile del contagio, e sottolineano come ormai sia assodato che il contagio della malattia non avviene tramite il contatto diretto tra gli animali ma a causa della puntura di questa piccola zanzara. «Esistono metodi ambientali eco compatibili studiati ad hoc dal dipartimento di Entomologia della facoltà di facoltà di Agraria di Sassari – dice ora la Cia – che consistono semplicemente nella disinfestazione delle aree più a rischio. Questo metodo darebde la possibilità all’allevatore di combattere la malattia nella propria azienda con un enorme risparmio di risorse pubbliche».

Da qui la richiesta di immediate modifiche ai troppo stretti vincoli sanitari «che tendono a ingessare un settore già provato da altri problemi». «Ci rivolgiamo all’assessore alla sanità – dice Canu – che continua a legittimare uno stato di cose che produce devianze non di poco conto, tra confusione tra uso e abuso e valutazioni del rischio sicuramente esagerate».

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