La Nuova Sardegna

Sassari

Fiume inquinato, la Zir corre ai ripari

di Giovanni Bua
Fiume inquinato, la Zir corre ai ripari

Da domani via alla sostituzione dell’impianto di sollevamento. Scognamillo: ma non diteci che è solo colpa nostra

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SASSARI. Lavori al via, probabilmente già da domani, nella stazione di sollevamento della acque reflue di Sant’Orsola, che fa capo al Consorzio industriale. E che, a causa della solita avaria, perdeva liquidi nel vicino Rio Sant’Orsola inquinandolo.

Una faccenda vecchia quanto Predda Niedda, che si ripresenta regolarmente e che ora, anche grazie alla “creatività” del direttore del consorzio Giovanni Scognamillo, potrà risolversi una volta per tutte in tempi relativamente brevi.

I lavori alle due stazioni di sollevamento di Predda Niedda, che, in estrema sintesi, raccolgono da grandi vasconi interrati a valle i reflui in caduta nella zona industriale e li fanno risalire fino alla rete fognaria a monte, erano già sul punto di essere banditi dopo che, nel 2015, la Zir era miracolosamente riuscita ad ottenere un finanziamento dalla Regione per risolvere l’annosa questione. L’ennesima denuncia di sversamento di reflui nel rio Sant’Orsola, con intervento dei Noe e ordinanza del Comune che ha intimato alla Zir di provvedere immediatamente alla riparazione dell’impianto, ha però decisamente accelerato i tempi. Con Scognamillo che ha abbandonato la procedura di bando ed è passato all’affidamento diretto a una ditta sassarese.

I lavori, per un valore di 280mila euro, inizieranno dunque a giorni e dureranno circa un mese. Riguarderanno entrambi gli impianti di sollevamento della zona industriale, e saranno complessi, visto che bisognerà procedere allo svuotamento dei vasconi con autospurghi, alla sostituzione delle pompe, da realizzare su misura, e infine alla riaccensione dell’impianto.

Lavori sacrosanti, che sicuramente, bloccando la fuoriuscita delle acque grigie dall’impianto di raccolta, incideranno sulla diminuzione dell’inquinamento del Rio. Ma che rischiano di non essere comunque risolutivi.

A sversare liquami nel corso d’acqua, ormai di tonalità marrone-grigio, è infatti periodicamente anche lo sfioratoreche accoglie i liquami in eccesso del collettore fognario di Santa Maria di Pisa, notoriamente sottodimensionato, e li convoglia direttamente nel fiume.

Ma non basta. L’impressione infatti è che a rendere mefitico il placido fiumiciattolo, che scarica le sue acque maleodoranti su giardini, vivai, ma anche terreni con coltivazioni orticole, siano una serie di ville sul suo corso, con i loro scarichi abusivi.

Un mix letale, condito dagli immancabili scaricabarile. Solo pochi giorni fa a scendere in campo per Abbanoa è stato addirittura l’amministratore Unico Alessandro Ramazzotti. Che, a seguito della segnalazione degli sversamenti nel Rio, ha mandato i suoi tecnica eseguire diverse verifiche sui propri impianti, risultati tutti a norma e in perfette condizioni. « Se nei giorni scorsi si sono verificati fenomeni d’inquinamento – ha spiegato, corredando le sue parole con una serie di scatti – possono essere stati originati o da scarichi abusivi sul fiume oppure da impianti non gestiti da Abbanoa che insistono ugualmente nella stessa zona. Nel corso delle verifiche, infatti, sono emerse fuoriuscite di liquami in terreni vicini. Mi auguro che le autorità preposte intervengano con tempestività e rigore per il grave danno ambientale che sta interessando il rio Sant’Orsola».

Accuse rimandate al mittente dai residenti, che sono i primi a lamentarsi della situazione. E ora anche da Scognamillo: «Noi siamo contenti di poter eseguire finalmente lavori attesi da anni. E di fare la nostra parte nel non inquinare più il Rio Sant’Orsola con gli sversamenti del nostro impianto di sollevamento. Ma dubito fortemente che, dopo i nostri lavori, la situazione si normalizzerà. I fattori che concorrono a inquinare il corso d’acqua sono infatti più di uno. E purtroppo noi sono siamo sicuramente il più grave».

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