PARLIAMONE. La storia infinita di Ryanair e i diritti cancellati dei sardi
La compagnia di Dublino dice di voler restare ad Alghero: un modellino e la foto non bastano
La storia infinita delle tasse aeroportuali e della Torre di Babele dei voli su Alghero rischia di avere lo stesso sapore amaro dell’Autorità portuale. Perché a forza di incontri (spesso nei tavoli dove non si decide, lì ci vanno gli altri), di promesse, della melina del dire e non dire, con la vicenda Ryanair si sta per assestare un nuovo colpo mortale all’economia del nord Sardegna. Poi proveranno anche a convincerci che è giusto.
Si fa fatica a stare dietro agli impegni presi e prontamente smentiti dai fatti. Nel senso che non bastano le buone intenzioni, e neppure le foto ricordo davanti ai modellini (come accade quando si vuole dare il contentino al bambino che non potrà avere il regalo che sogna) per dare soluzione ai problemi. Servono i soldi, ormai è una costante. E c’è un vecchio detto sassarese che dice : . senza dinà no si canta messa (senza soldi non si canta la messa), mai così azzeccato e profetico.
La telenovela “Ryanair-tasse aeroportuali-vogliamo restare ad Alghero ma non dipende da noi” sta per giungere al termine. La compagnia si è detta pronta a iniziare la programmazione della stagione invernale e ha messo come termine ultimo per la cancellazione della tassa entro metà giugno. Tanto sa che non accadrà: si coccola i sindaci di Alghero e Sassari, li incontra a Dublino, dice che noi ci siamo, vogliamo restare, «We want to stay». E li impegna in una guerra con la Regione e il Governo “dei cattivi”. Da Dublino a Roma: il ministro Delrio si dice disponibile a trovare le risorse, ma se ne parlerà a settembre. Anzi, l’anno buono sarà il 2017. Poco dopo, il presidente della Regione Francesco Pigliaru scrive che il ministro «è personalmente impegnato ad anticipare i tempi della decisione». Mario Bruno, sindaco di Alghero, ricorda che «c’è chi fa tifo contrario, ma siamo a un passo dal risultato. La Sardegna merita rispetto».
Nicola Sanna, sindaco di Sassari, fa appello a tutti i sindaci per il 24 maggio a Roma: via la tassa aeroportuale per i sardi. Non basterà, purtroppo, in troppi pensano che l’aeroporto sia di Alghero e il porto di Porto Torres. Divisioni, ostacoli, fantasie e schieramenti contrari: così si consuma l’ isolamento, la cancellazione dei diritti. Il nord Sardegna merita rispetto, è vero. Ma così non ne avrà: dal Governo, dalla Regione e neppure da Ryanair.
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