Bono, nuova invasione di bruchi defogliatori
La larve delle farfalle possono causare danni gravissimi alle sugherete Sollecitato con un’interrogazione l’intervento dell’assessorato all’Ambiente
BONO. Torna l’emergenza lepidotteri nel Goceano e nel Logudoro, dove in questi giorni è scattato l’allarme in seguito al diffondersi nelle foreste di un numero impressionante di larve Lymantria dispar e Malacosoma. Lepidotteri defogliatori voracissimi, capaci di causare danni ingenti al patrimonio boschivo e in particolare alle querce da sughero, con evidenti risvolti negativi in termini economici.
È un problema purtroppo non nuovo, e che non si riesce a risolvere anche perché spesso, come si sa, si interviene troppo tardi. A denunciarlo è anche il consigliere regionale de La Base Gaetano Ledda, che proprio ieri ha depositato un’interrogazione urgente indirizzata al presidente della Regione, all’assessore all’Ambiente e a quello all’Agricoltura per chiedere un intervento immediato almeno per limitare i danni. Danni che potrebbero, come detto, essere gravissimi, poiché le larve dei lepidotteri, che si nutrono di figlie per svilupparsi, sono in grado di spogliare completamente una pianta di quercia provocandole, come spiega Ledda «uno stress fisiologico notevole, in quanto è nell'apparato fogliare che avvengono i maggiori processi legati al metabolismo. In assenza delle foglie - aggiunge - la pianta non può più svolgere il processo di fotosintesi clorofilliana né elaborare le linfa grezza, per cui è costretta a utilizzare tutte le sostanze di riserva immagazzinate e disponibili per ricostruire il fogliame e quanto necessario per lo svolgimento delle sue normali funzioni. La spoliazione delle piante, inoltre, può provocare anche disturbi anche alla salute di chi risiede nei dintorni». La situazione è grave, e si vede anche a occhio nudo percorrendo alcune strade del Goceano e del Logudoro che costeggiano aree boschive. E’ pertanto urgente intervenire prima che i danni diventino del tutto irreparabili. «serve un’azione sinergica e di coordinamento di tutti i soggetti pubblici interessati (assessorati Ambiente e agricoltura, Province, ispettorati forestali, istituti di ricerca e quant’altro) - dice il consigliere de La Base - affinché si proceda immediatamente alla disinfestazione, e occorre per il futuro porre in essere un programma per debellare i lepidotteri che entri in azione per tempo, e non, come sempre avviene, quando è ormai troppo tardi. E’ un problema antico e conosciuto - conclude - che però ogni volta ci trova impreparati».
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