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Ho una piccola impresa a conduzione familiare . I miei prodotti vengono poi forniti ad una grande azienda, con la quale ho un contratto, che li utilizza per realizzare le sue merci distribuite a...

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Ho una piccola impresa a conduzione familiare . I miei prodotti vengono poi forniti ad una grande azienda, con la quale ho un contratto, che li utilizza per realizzare le sue merci distribuite a livello nazionale. Il prezzo che mi pagano è inserito nel contratto ma l’azienda mi ha comunicato che verrà notevolmente diminuito perché una clausola le consente di farlo. Ho qualche possibilità di tutela? Perdere questo legame per me sarebbe come chiudere l’impresa.

La protezione dei diritti delle imprese, al fine di incentivare quell’iniziativa economica tutelata dalla Costituzione, è una delle esigenze su cui si sono concentrate tanto la giurisprudenza quanto le recenti normative di settore. Se in passato l’attenzione era rivolta solo al consumatore, visto come parte debole del contratto, oggi anche i rapporti tra imprese sono regolati da una serie di precauzioni volte ad eliminare situazioni di supremazia o dipendenza economica. Dai dati indicati nel quesito si comprende l’esistenza di un contratto di subfornitura tra due imprese che operano in contesti economici differenti: l’uno locale e a conduzione familiare, l’altro nazionale e di notevoli dimensioni. Il contratto di subfornitura e la relativa disciplina è contenuta nella legge 192/98 che contiene alcune norme di favore per il subfornitore. In particolare l’art. 6 sanziona con la nullità quei patti che attribuiscono a favore di una sola parte la facoltà di modificare unilateralmente una o più clausole contrattuali sicché, nel caso rappresentato, parrebbe illegittima la variazione unilaterale del prezzo, benché prevista da una clausola.

Parrebbe dunque possibile, in caso di effettivo ribasso del prezzo, far dichiarare giudizialmente la nullità della clausola mantenendo al contempo il resto del contratto secondo le originarie pattuizioni o quelle eventualmente raggiunte da entrambi gli imprenditori.

Va inoltre evidenziato come il comportamento del committente possa configurare un abuso del diritto che può essere eccepito in sede giudiziale al fine di paralizzare la pretesa sproporzionata. Infatti tra le due imprese parrebbe esistere un rapporto di dipendenza economica che genera un eccessivo squilibrio tra diritti e obblighi delle parti. Considerando dunque l’interesse manifestato alla conservazione del contratto, in difetto di un accordo tra le parti parrebbe possibile sollevare le proprie ragioni in sede di giudizio.(Avv. Giuseppe Bassu)

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