«I parcheggi erano liberi ma mi hanno bloccata»
La denuncia di una donna disabile al 100 per cento fermata dalla vigilanza L’area per la sosta era indicata al completo, invece c’erano diversi spazi vuoti
SASSARI. Cinque interventi al cuore per cercare di contrastare una cardiopatia congenita complessa, una invalidità al 100 per cento - ne farebbe volentieri a meno - con la quale deve convivere da parecchi anni. Ma anche coraggio, spirito di sacrificio e voglia di vivere, insieme a tanto fastidio per le ingiustizie, a qualunque livello si manifestino.
Francesca ieri mattina si è recata all’ospedale civile “Santissima Annunziata” per sottoporsi a controlli medici, ma al momento di accedere al parcheggio - pur esibendo il contrassegno personale rilasciato per l’invalidità - ha avuto difficoltà a entrare nel parcheggio della struttura ospedaliera. Bloccata dal personale della Sgs, Sardinia General service srl, in servizio al varco.
«A loro dire il parcheggio era al completo – racconta Francesca – e di conseguenza non era possibile entrare neppure per consentire al paziente di scendere in prossimità dell’ingresso». Dopo una serie di insistenze, Francesca è riuscita ad ottenere il via libera e - una volta all’interno - l’amara scoperta (documentata con foto in sequenza e tanto di orario stampato): «Alcuni stalli per i disabili erano liberi, ma anche altri a pagamento non erano occupati. Ho fatto presente la cosa al personale in servizio alla guardiola, e invece di spiegazioni ed eventuali giustificazioni ho ricevuto solo parole umilianti nei miei confronti. Mi hanno persino detto che i parcheggi si erano liberati proprio in quel momento». Dopo le visite, la seconda fase. «Ho notato che l’ingresso da viale San Pietro era interrotto, non dalla sbarra ma da un blocco arancione in plastica sul quale c’era il cartello “parcheggio completo”. Ho proseguito per la stradina interna per raggiungere la mia auto e ho potuto notare che alcune aree di sosta erano libere. Ho deciso di fotografare tutto e segnalare la cosa alla direzione della Sgs».
E qui la beffa: «Durante la mia telefonata, niente scuse ma urla, mi hanno anche accusata di disturbare e di non lasciarli lavorare tranquillamente. Mi hanno anche detto che sono solita fare scandali: cosa lontana dalla realtà: da anni vengo seguita fuori dalla Sardegna e mi capita raramente di recarmi in ospedale a Sassari. Chi ha un handicap lotta tutti i giorni, e io continuerò a farlo. Per questo ho voluto segnalare la storia: chi va in ospedale deve essere tutelato e non fare i conti con chi riesce a complicare ulteriormente la tua vita».
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