La bolletta è salata ma questa volta Abbanoa ha ragione
Sono un proprietario di un B&B, operativo dal 2012. Il primo contratto di fornitura d’acqua con Abbanoa era per “uso abitativo” e sin qui tutto bene. Dal 2013, a seguito di un censimento di...
Sono un proprietario di un B&B, operativo dal 2012. Il primo contratto di fornitura d’acqua con Abbanoa era per “uso abitativo” e sin qui tutto bene. Dal 2013, a seguito di un censimento di Abbanoa, senza alcuna comunicazione, mi sono ritrovato con un tipo di contratto di fornitura d’acqua diverso da quello precedente. Ora la tipologia del contratto è per “uso non domestico” con un aggravio considerevole dei costi della bolletta. Ho presentato reclamo scritto ad Abbanoa nel 2015, ma non ho ricevuto alcuna risposta. Il B&B va considerato alla stregua di una abitazione (dove tra l’altro ho la residenza) o ha ragione Abbanoa a considerarlo una struttura ricettiva paragonabile ad alberghi e ristoranti?
Il ricevimento di bollette salate per l’erogazione di acqua va spesso collegato allo svolgimento di un’attività economica che contraddistingue la tipologia d’uso dell’immobile. Il bed and breakfast, secondo le disposizioni contenute nelle leggi regionali di settore, rientra tra le attività ricettive extra alberghiere che offrono un servizio di alloggio e prima colazione e che vengono svolte presso l’abitazione del gestore. La recente elaborazione giurisprudenziale sul punto ha precisato che l’esercizio di queste attività non necessita di una modifica alla destinazione d’uso ma, al contempo, ammette l’imposizione di tasse e oneri secondo tariffe differenziate. È bene allora evidenziare la differenza tra “destinazione” e “tipologia” d’uso poiché lo stesso immobile, nel quale viene svolta l’attività di B&B può essere destinato a civile abitazione ai fini urbanistici pur mantenendo la sua funzione di tipo economico-ricettiva. Il principio è stato recentemente affermato dalla Cassazione che, in un caso simile ma relativo a diversa tassazione, ha ritenuto ammissibili tariffe differenti tra strutture domestiche e quelle ricettive esercitate presso l’appartamento ove il gestore ha la residenza. La Carta dei Servizi e il regolamento, predisposti dal gestore unico del servizio idrico, individuano la differenza poc’anzi tracciata, attribuendo all’utente l’onere di comunicare eventuali cambiamenti d’uso. In ogni caso è fatto salvo il potere di rilevare la variazione di tipologia d’uso e applicare la maggiorazione di tariffa. Dai dati forniti e salvo ulteriori elementi, parrebbe legittima l’applicazione della tariffa maggiore per uso non domestico a fronte di un’attività ricettiva. (Avv. Giuseppe Bassu)
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