Non si può diseredare un figlio a meno che non sia indegno
Per ragioni che non stiamo a spiegare, in quanto rientrano nella sfera privata di una famiglia, mia moglie ed io vorremmo escludere uno dei nostri tre figli dalla eredità della casa dove abitiamo...
Per ragioni che non stiamo a spiegare, in quanto rientrano nella sfera privata di una famiglia, mia moglie ed io vorremmo escludere uno dei nostri tre figli dalla eredità della casa dove abitiamo da quando ci siamo sposati. Ci rivolgiamo ai gentili notai dell’Ufficio studi per sapere come possiamo procedere per evitare che dopo la nostra morte il figlio escluso da noi si rivalga sui fratelli.
Gentile lettore, ancora una volta è necessario precisare – ed è l’ennesima volta che l’argomento ritorna nella rubrica “L’esperto risponde” – che il nostro codice civile riserva a ciascun figlio una quota dell’eredità di ciascun genitore comprendendo in essa anche i beni dei quali si sia disposto per donazione in vita.
Nel caso proposto, quindi, se ciascun genitore non possiede altro bene da attribuire al figlio alla quale non è destinata la casa, si rischia che alla morte di ciascuno dei due genitori, il figlio pretermesso citi in giudizio i due fratelli per ottenere quanto gli spetta di diritto. E questo si può verificare sia che ciascun genitore disponga per testamento, sia che insieme procedano a stipulare un atto di donazione della casa comune a favore degli altri figli.
La riserva della quota di legittima spetta al figlio ad eccezione in cui ricorrano i casi di indegnità tassativamente previsti dall'articolo 463, che a giudicare dal quesito non pare sussistano in questo caso. (Ufficio studi Consiglio notarile)
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