Affascinante viaggio nel tempo in 48 ore
Dalla preistoria ai giorni nostri, ciceroni gli studenti. Ventinove i siti visitabili, il fascino della Domus dei mosaici marini
PORTO TORRES. Un viaggio nel tempo, dalla preistoria ai giorni nostri, condensato in meno di quarantotto ore e con ciceroni d’eccezione gli studenti delle scuole cittadine. Questo offrirà ai visitatori la due giorni turritana di Monumenti Aperti, con ben ventinove siti da ammirare tra la terraferma e l’Asinara.
Su Crucifissu Mannu. La macchina del tempo fa la sua prima fermata a Li Lioni, in una necropoli prenuragica scavata nella roccia calcarea, con almeno ventidue domus de janas realizzate dalle genti della cosiddetta Cultura di Ozieri (3.500-2900 a.C.), con intenso riutilizzo al tempo della Cultura di Bonnanaro (1.500 a.C. circa) e successivo abbandono. Tutti gli ipogei sono formati da più vani comunicanti e diversi presentano simbologia per lo più legata a protomi bovine, richiamo a forza e virilità.
Nuraghe Nieddu. La tappa a Nugaraddu trasporta il visitatore in piena epoca nuragica. Sul colle si erge un nuraghe probabilmente monotorre, che residua per un’altezza massima di quasi otto metri e presenta una torre con scala, nicchia d’andito e camera marginata da tre nicchie disposte a croce. Nei pressi, l’ex convento d’età medievale.
L’area archeologica di Turris Libisonis. Dall’età nuragica a quella romana, al tempo della colonia Iulia Turris Libisonis. Superato il maestoso ponte d’età giulio-claudia, si entra nel cuore della città. Qui si possono ammirare la Domus dei Mosaici Marini, spettacolare abitazione edificata a ventaglio su due piani, con splendidi mosaici a tema marino e vani riscaldati; le Terme Pallottino, magnifico edificio termale di IV secolo con vista sul mare e ambienti mosaicati recentemente restaurato, e il complesso formato dal grandioso Palazzo di Re Barbaro, le terme pubbliche di IV secolo con diversi vani mosaicati, e la Domus di Orfeo.
L’abitazione, autentico gioiello della città romana, scoperta negli anni Novanta, prende il nome dal mosaico che rappresenta Orfeo nel ruolo d’incantatore della Natura. L’intervento di risanamento opera dei tecnici del Centro di restauro di Li Punti ha messo in evidenza l’inizio di un nuovo mosaico parte di un vano non ancora scavato, la soglia coi cardini della porta ed il gradino d’accesso alla stanza di Orfeo, un complesso impianto idrico connesso alla vasca decorata con animali marini del Golfo. La cera utilizzata per lucidare i mosaici, consentirà una visione mozzafiato ai visitatori.
Terme Maetzke. Altra zona visitabile è quella delle Terme Maetzke, impianto termale pubblico che si sovrappose ad un quartiere residenziale nel quale spiccano alcuni ambienti della Domus del Satiro, che prende il nome dal mascherone scoperto nel 2003, oggi esposto all’Antiquarium Turritano.
Il museo. Proprio il museo turritano con le sue statue, capitelli e mosaici è l’anticamera per le necropoli d’età romana. La necropoli orientale. La novità assoluta è costituita dall’area, al momento oggetto di scavo archeologico, in via Libio.
Via Libio. Qui i visitatori potranno vedere una grande tomba a camera ad arcosoli con sarcofagi a pareti dipinte e tombe ricavate nel pavimento. Della vasta necropoli orientale fanno parte anche le tombe ad arcosolio del Nautico e quelle dell’Ipogeo di Tanca Borgona, oltre al colombario in cui erano conservate le urne con le ceneri dei defunti.
Il complesso del San Gavino. Tombe d’epoca romana si trovano anche sotto l’Atrio Metropoli, che conserva importantissime iscrizioni d’età paleocristiana, e Atrio Comita, su cui s’affacciano le cumbessias e la sala capitolare d’età giudicale. Con la Basilica di San Gavino e la sua cripta, portano la macchina del tempo in pieno Medioevo.
Le Chiese. Con la Basilica, altre quattro chiese ricche di storia e opere d’arte fanno parte del circuito di Monumenti Aperti. Si tratta delle Chiesette di Balai Vicino e Lontano, legate alle vicende dei Martiri Turritani, della Consolata edificata nel XIX secolo e di Cristo Risorto, coi suoi numerosi dipinti. L’epoca moderna. Il sontuoso Palazzo del Marchese e la Scuola elementare De Amicis portano a epoca moderna. Sotto la scuola vi è anche il Rifugio Antiaereo sede di diverse mostre, mentre la batteria antinave oltre il ponte romano ricorda le difese impostate in città per difendersi dagli attacchi nelle due guerre mondiali.
Le grandi fornaci in area Ferrominsono un tributo all’archeologia industriale, allo sfruttamento delle miniere di ferro di Canaglia. Il viaggio si chiude al Nautico, dove il Planetario mostra le meraviglie in campo astronomico.
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