Riforma sanitaria, la voce dei pediatri
Chiedono di poter intervenire per migliorare il progetto Obiettivi comuni per gli specialisti a congresso ad Alghero
SASSARI. «I pediatri hanno il diritto e il dovere di partecipare al progetto per migliorare l’assistenza pediatrica nella nostra regione, facendo sentire la loro voce in un momento delicato di ottimizzazione delle risorse». Così Giuseppe Mangatia, presidente regionale e componente del direttivo nazionale della Società italiana di pediatria al congresso regionale in corso di svolgimento in questi giorni ad Alghero. Un congresso al quale hanno preso parte quindici società scientifiche e associazioni pediatriche, un evento che non si è mai verificato in precedenza e che ha visto la presenza di oltre 200 pediatri provenienti da tutta l’isola che - tra l’altro - hanno preso parte a sette corsi precongressuali, dalle procedure per l’assistenza al bambino “critico”, all’alimentazione, dalle malattie rare alla chirurgia neonatale e pediatrica.
«I pediatri devono potersi confrontare in un ambiente dove tutti si sentano protagonisti e, se serve, essere disposti ad accettare i sacrifici – ha aggiunto Giuseppe Masnata – In una società civile investimento e impegno nella cultura e nell’organizzazione della sanità devono essere incrementati e non tagliati nei momenti di crisi. Specie nelle attenzioni e nelle energie spese per le categorie più deboli».
Concetti che sono stati condivisi non solo dagli specialisti per libera scelta, ma anche dai pediatri ospedalieri, universitari, di famiglia, dei consultori, dai neonatologi e dai chirurghi pediatri.
Numerosi i temi affrontati, quali l’ecografia clinica in neonatologia, chirurgia, genetica medica, malattie rare, cardiologia, una combinazione interdisciplinare che associa problematiche di vecchia e nuova data. «Abbiamo una responsabilità personale e sociale – è stata la conclusione del presidente Masnata – per il benessere dei bambini».
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