Il porto turistico muore tra degrado e pontili chiusi
Da due mesi lo scalo per i diportisti è abbandonato: mancano acqua ed elettricità Un’ordinanza della capitaneria vieta l’ormeggio se non in casi di necessità
PORTO TORRES. C’era una volta un porto turistico finanziato dalla Regione per valorizzare il diporto nautico e creare nuova economia a una città che aveva nel mare e nella sua posizione baricentrica due punti di forza su cui puntare in tutte le stagioni. Da circa due mesi quello scalo per i diportisti è però completamente abbandonato a stesso – dopo che l’associazione temporanea d’impresa Ars-Marina Turritana aveva restituito le concessioni dei pontili alla Port Authority – e buste di rifiuti e oli esausti sono ancora in brutta vista proprio sul piazzale-posteggio davanti all’ingresso della struttura portuale.
La situazione di degrado era stata portata a conoscenza degli enti preposti, soprattutto perché i proprietari delle barche ormeggiate nei pontili (ci sono diversi utenti stranieri) non possono usufruire di energia elettrica e neanche di acqua per eventuali approvvigionamenti. Una situazione incredibile che mortifica i naviganti che stazionano all’interno del porto, ignari del proprio destino in attesa di una decisione dell’Autorità portuale del nord Sardegna su quale procedure adottare per ripristinare i servizi essenziali.
L’unico provvedimento normativo, pubblicato da alcune settimane è quello del comandante della Capitaneria di porto, Paolo Bianca, che ha emanato un’ordinanza che vieta l’ormeggio all’interno dell’approdo turistico del porto commerciale, fatta salva la facoltà per la stessa Autorità marittima di autorizzare l’ormeggio (anche di altre unità) in casi di necessità e urgenza. Un porto turistico che era nato con tante speranze, secondo le aspettative dell’amministrazione comunale, ma che già dopo qualche mese dal collaudo presentava problemi strutturali che si sono amplificati a dismisura. Camminando sulla pavimentazione del porto, per esempio, si notano lastre di granito traballanti in diversi punti, e qualche blocco di granito si è anche staccato dalla banchina ed è finito in acqua. Criticità strutturali che si erano presentate anche al momento in cui la Regione aveva approvato il collaudo e a distanza di dieci anni la struttura ha peggiorato il suo aspetto, ma e nessuno si è preso la briga di provare a sistemare lo stato delle cose. Manca da sempre pure la banchina che dovrebbe servire da barriera frangiflutti, soprattutto durante la stagione invernale per proteggere le imbarcazioni ormeggiate nei pontili dai venti provenienti dal quadrante occidentale. Un problema che potrebbe portare al danneggiamento dei natanti, come già avvenuto in passato in occasione di avverse condizioni meteo marine, ma l’unica novità introdotta dai precedenti concessionari è stato l’inserimento di nuovi gavitelli per le imbarcazioni. Anche la sezione provinciale della Confederazione artigiani, come organizzazione di categoria, aveva denunciato il danno economico che stanno sopportando una ventina di imprese che, direttamente o indirettamente, traevano reddito dall’indotto generato dalla gestione del porticciolo turistico di Porto Torres. Una improvvisazione totale l’aveva definita il presidente Cna, Angelo Angius, che continua nell’indifferenza di tutti e nel silenzio di chi ha la competenza di quell’approdo e dei pontili galleggianti.
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