Sassari, uno studente confessa: la droga era mia
Il giovane di 19 anni si è autodenunciato e ora perderà l’anno scolastico. I rappresentanti: «Non siamo una scuola di sbandati»
SASSARI. È durato meno di 48 ore il giallo dello zainetto con 120 grammi di marijuana abbandonato sabato scorso su un banco nell’aula-laboratorio di scultura dell’istituto Artistico “Filippo Figari” di piazza d’Armi. Due giorni dopo il blitz a sorpresa degli agenti della sezione volanti della polizia, insieme alle unità cinofile di Abbasanta, uno studente di 19 si è presentato dal dirigente scolastico Angelo Fara e ha ammesso quello che due giorni prima nessuno aveva voluto confessare.
«Quella marijuana era la mia - ha spiegato il giovane di una classe quinta proveniente da un paese della provincia - mi assumo le mie responsabilità».
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Il gesto di maturità gli costerà caro: una denuncia a piede libero per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e la perdita dell’anno scolastico. La scuola si è vista infatti costretta - per via del regolamento interno - a infliggergli una sanzione che non gli consentirà di essere ammesso all’esame di maturità.
Sabato scorso erano stati i cani antidroga della polizia a fiutare la droga dentro uno zainetto abbandonato dagli studenti durante il blitz a sorpresa di cui era a conoscenza solo il dirigente della scuola. Quindici studenti che si trovavano all’interno del laboratorio erano stati interrogati dagli agenti, ma nessuno si era assunto la responsabilità di confessare. La notizia aveva colto tutti di sorpresa e lasciato l’amaro in bocca soprattutto agli studenti dell’istituto che ora temono di essere etichettati come una scuola di sbandati. «È stato un colpo al cuore leggere sul giornale quello che è accaduto - raccontano nell’ufficio del dirigente scolastico le rappresentanti d’istituto Michela Roggio e Margherita Puledda - la nostra scuola non merita di essere considerata un ritrovo per drogati e per perditempo». Impegnata da tempo in campagne e progetti per sensibilizzare i giovani su temi come la legalità, il bullismo, la disabilità e l’ambiente, la scuola che pochi mesi fa ha festeggiato gli 80 anni di vita, teme che l’errore di uno studente possa compromettere l’immagine pulita che si era creata negli anni e scoraggiare nuove scrizioni.
«Da oggi ci batteremo ancora di più - spiega il dirigente Angelo Fara - per realizzare campagne sulla prevenzione e sulla legalità. La scuola deve essere un luogo sicuro in cui mandare i propri figli - conclude Fara - e noi continueremo a vigilare perché non si verifichino più episodi del genere». Il dirigente era stata l’unica persona informata dalla polizia della visita a sorpresa con le unità cinofile. «Avrei potuto avvisare docenti e studenti di quello che stava per accadere - spiega Fara - ma ho pensato che se avevamo un problema a scuola era meglio affrontarlo piuttosto che nascondere la testa sotto la sabbia. Sono certo che da questa esperienza - conclude il dirigente - usciremo tutti più maturi».
Pochi giorni dopo il blitz anti droga il clima tra i 700 studenti, divisi tra la sede centrale e la succursale di Scala di Giocca, è comunque sereno. «La nostra scuola - spiegano Michela Roggio e Margherita Puledda - è diversa dalle altre e ci teniamo che questa cosa si sappia. Vogliamo che si parli di noi per il mare di iniziative che portiamo avanti nel campo della disabilità e del volontariato - spiegano - e perché da oltre due anni nel nostro istituto non si verifica neanche mezzo episodio di bullismo. Da oggi lavoreremo ancora di più insieme al dirigente e ai nostri insegnanti - concludono - per tenere alto il buon nome del “Figari” e perché nessuno si permetta di etichettarla come una scuola per drogati e sbandati».
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