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Sassari

Borutta, tre totem per un turismo digitale

Borutta, tre totem per un turismo digitale

Il paese investe nell’informatica e nel suo patrimonio naturalistico, tra cui la grotta dei pipistrelli

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BORUTTA. Investire nel turismo sostenibile nell’era digitale. È la scommessa che l’amministrazione comunale di Borutta ha voluto portare avanti grazie al contributo del Gal Mejlogu Logudoro. Tre totem multimediali che forniscono informazioni turistiche e istituzionali sono stati posizionati nei punti nevralgici del paese per guidare il visitatore alla scoperta del territorio.

Per completare l’investimento, la app “Borutta 4you”, ideata dall’ingegnere Maurizio Battelli, permetterà al turista di vivere delle esperienze in funzione del tempo a disposizione e degli interessi.

Queste importanti novità in tema di turismo digitale sono state il punto di partenza del convegno “Turismo sostenibile ed educazione ambientale nell’era digitale” che si è tenuto l’altro ieri alle ore 11 nell’aula capitolare del monastero di San Pietro di Sorres.

L’incontro, moderato dal giornalista Pasquale Porcu, è stato aperto con l’intervento del sindaco Silvano Arru e del dirigente scolastico Antonio Ruzzu dell’Istituto tecnico Musinu di Thiesi. Sono stati coinvolti, infatti, anche gli studenti di due classi terze. Con un progetto di alternanza scuola/lavoro gli alunni hanno partecipato per un totale di 133 ore a dei seminari formativi e a due stage nel Comune di Borutta e all’interno del monastero di San Pietro di Sorres attraverso i quali hanno realizzato i contenuti per i totem. Il servizio offerto dai totem si completa con la app “Borutta 4you”, ideata dall’ingegnere Maurizio Battelli, già Ceo di Lynx Srl, Battelli ha esposto le funzionalità dell’applicazione, gia scaricabile, e le diverse interazioni che questa ha con il mondo dei social network. Sandro Ruju, autore del saggio “La graduale scoperta della Sardegna”, che racconta il turismo dall’800 a oggi, ha esaminato l'idea di un turismo sostenibile che valorizza il territorio e produce economia, riprendendo anche le parole di padre Antonio, abate del monastero, che ha ipotizzato l’idea di un turismo religioso che sia momento di condivisione e interazione con colui che sceglie di visitare il territorio.

Ma chi opta per il Mejlogu, come per l’intera isola, cerca soprattutto qualità, come testimoniano le ricerche esposte da Vittorio Gazale che ha proposto l’ingresso nella rete dei parchi anche del Sic “Sa Rocca Ulari”. E “Sa Rocca Ulari” è stato il protagonista indiscusso mezz’ora prima del tramonto con la BatNight, organizzata dal Cepisar. Dal piazzale del monastero ci si è spostati a piedi fino alla grotta di Sa Rocca Ulari dove, con l'arrivo del buio, si è osservata l'attività dei pipistrelli, presenti con una colonia di cinque specie diverse , illustrata degli esperti, con l'ausilio di strumenti elettronici, chiamati bat-detectors, in grado di rilevare i suoni emessi dai chirotteri in volo.

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