Islanda, un debutto a sorpresa
I giocatori che vengono dal ghiaccio hanno battuto anche l’Olanda. Ci sono Halfredsson e Bjarnason
Difficile giocare a calcio nella terra dei ghiacci. Eppure a metà anni ’90 la federazione, grazie anche a un’ottima congiuntura economica del Paese, si è messa a fare sul serio. E oggi moltissimi ragazzini si sono innamorati del calcio.
Fu avviata la costruzione di diversi campi al chiuso, per potersi allenare e disputare partite anche d’inverno, e fu reso più professionale il corso per aspiranti allenatori. Il risultato è che oggi in Islanda esistono sette campi indoor e decine di campi e campetti con terreni in erba sintetica.
Oggi una buona percentuale della popolazione islandese gioca a calcio. E così la nazionale islandese per la prima volta è approdata all’Europeo.
Nel girone di qualificazione in vista degli Europei del 2016, iniziato nel 2014, l’Islanda di Lagerback venne sorteggiata insieme a una squadra molto più forte come l’Olanda e altre due appena più forti, almeno sulla carta, cioè Turchia e Repubblica Ceca. È finita che l’Islanda è giunta seconda nell girone, anche grazie al periodo non performante delle sue avversarie più importanti.
La squadra è composta soprattutto da giocatori stabilmente nel giro della nazionale da diversi anni, anche se ancora tutti piuttosto giovani e vicini alla fase migliore della carriera. In difesa ci sono i due solidi centrali Ragnar Sigurðsson e Kári Árnason, sulle fasce gli affidabili Birkir Már Sævarsson e Ari Freyr Skúlason.
Il centrocampo è probabilmente il reparto più forte: ci giocano tra gli altri Gylfi Sigurðsson, Emil Hallfreðsson dell’Udinese e Birkir Bjarnason del Basilea ma ex Pescara e che ha giocato anche nella Sampdoria, quindi noto alle platee italiane. (ci.es.)
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