Ittireddu, un paese-museo da valorizzare
Uno studioso chiede all’Unione dei Comuni un progetto che conservi le testimonianze del passato
ITTIREDDU. Un paese-museo da valorizzare all’interno di un progetto territoriale dell’Unione dei Comuni. Parla così di Ittireddu il docente e appassionato di storia e archeologia Mario Ara, che rivolge un appello all’istituzione sovra-comunale affinché, con il coinvolgimento del Comune, si faccia promotrice di un piano di valorizzazione delle bellezze locali a scopi turistici e, quindi, di sviluppo occupazionale per strutture ricettive e indotto. Ozierese ma strettamente legato al suo paese d’origine, Mario Ara ricorda quante bellezze sono ospitate nel territorio del piccolo comune di Ittireddu, retaggi di epoca prenuragica e nuragica, romanici e bizantini. «Dalle domus e janas al nuraghe Sa domo de S’orcu, dalla fonte sacra Funtana ‘e baule alle necropoli di Monte Pira e Partulesi, Sas conzas, da Pont’ezzu sul rio Mannu di Mores alle chiese di sant’Elena e Santa Croce – dice Ara – sono tante le testimonianze dell’età antica, inseriti in contesti ambientali di pregio. Negli anni ’70 e ’80 si sono compiuti importanti passi per la valorizzazione archeologica del paese, con la giunta guidata da Diego Satta, e in seguito, con la giunta di Gavino Apeddu, si è anche creato un albergo diffuso ristrutturando antiche case del centro storico, e anche l’attuale amministrazione, guidata dall’archeologo Franco Campus, sta portando avanti idee interessanti. Servirebbe però una marcia in più – dice Ara – ovvero un progetto studiato all’interno dell’Unione dei Comuni, dove ogni singolo ente può, senza cercare “primariati” ma nemmeno senza rinunciare alla propria identità, giocare un ruolo importante. E Ittireddu, in questo senso, potrebbe essere il fulcro, il baricentro, di percorsi turistici, grazie alle sue ricchezze archeologiche ma anche a quella vocazione ricettiva emersa in passato. (b.m.)
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