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Sassari

Portogallo, mina vagante attorno a CR7

di Ciro Esposito
Portogallo, mina vagante attorno a CR7

La formazione lusitana è la favorita del girone. Santos ha la stella Cristiano Ronaldo ma anche una squadra molto esperta

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Vent’anni di partecipazione alla fase finale dopo un periodo buio del post Eusebio. Cinque edizioni della fase finale degli Europei con due acuti: la finale del 2004 persa con l’outsider Grecia e la semifinale dell’ultima edizione con la resa solo ai rigori della Spagna.

Il passato fa del Portogallo il grande favorito del gruppo F. Gli avversari (Austria, Ungheria e Islanda) non sono un granché e poi c’è una qualificazione ottenuta in largo anticipo in un girone non semplicissimo (con Danimarca, Serbia e Albania). Ma non sono solo le statistiche a dire che i lusitani possono fare bene e possono diventare la mina vagante del torneo. Tutto ruota attorno alla stella Cristiano Ronaldo e a quelle che saranno le sue condizioni di forma tra qualche settimana. Ma i rossoverde possono contare su un gruppo molto esperto con calciatori da anni navigati nel calcio internazionale come Pepe, Ricardo Carvalho, Nani e Joao Moutinho. Il tutto mixato da un allenatore come Fernando Santos di sessantadue anni che è uno dei pochi tecnici a poter vantare la panchina dei tre grandi club portoghesi: Benfica, Porto e Sporting Lisbona. Il tecnico ha vinto il titolo nazionale con il Porto nel 1999 ma soprattutto come selezionatore è stato capace di far superare il primo turno del torneo continentale alla Grecia nel 2012 e del mondiale brasiliano.

A livello di gioco il Portogallo punta sulla tradizionale capacità di possesso palla ma in fase offensiva può giostrare su più opzioni. Nel 4-3-3 che Santos utilizza con maggior frequenza gli esterni Quaresma e Rafa Silva sono ottimi assistenti per CR7 e la sua straordinaria capacità realizzativa. A centrocampo Moutinho, Sanches e Gomes sono uomini che abbinano sostanza a ottima tecnica e porprio questo settore può fare invidia a molte nazionali che si cimenteranno in Francia.

Ma Santos ha anche un piano sperimentato nell’amichevole di fine marzo contro il quotato Belgio (vittoria per 2-1). La variante è un 4-4-2 con l’utilizzo dell’esperto Nani a fare da seconda punta a Cristiano Ronaldo. È una situazione tattica questa che consente maggior copertura e lascia campo aperto alle sgroppate in avanti di CR7.

Il Portogallo è dunque una squadra da tenere d’occhio anche se la dura realtà dice che il suo straordinario numero 7 non è bastato finora a trascinare la nazionale lusitana a un titolo. Perché spesso anche Cristiano Ronaldo negli Europei e Mondiali non ha brillato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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