Ciclabile della discordia: «Anello? È un cappio»
Un confronto pubblico molto partecipato all’hotel Grazia Deledda Le critiche: progetto frettoloso, non condiviso, costoso e mal realizzato
SASSARI. Difficile che sulle ciclabili si raggiunga un punto di incontro: il dibattito scorre sereno solo se i binari tra amministrazione e comitati di cittadini non si incrociano, altrimenti è subito rotta di collisione e cortocircuito dialettico. Basta vedere l’enorme differenza tra l’incontro pubblico di dieci giorni fa e quello che si è tenuto ieri al Grazia Deledda. Nel primo c’era confronto e contraddittorio con sindaco e assessori: una bolgia di insulti e livello delle argomentazioni da curva nord. Nel convegno di ieri, fatto tutto in famiglia con un eterogeneo distillato di comitati di cittadini, commercianti, gruppi Facebook, qualche social guru, Riformatori, Cinque Stelle, e un po’ di politica di ritorno, i toni erano molto pacati, c’era la voglia di ascoltare e le parole spesso avevano il peso dei contenuti.
Improvvisazione. La sintesi del malumore diffuso la fa il consigliere comunale grillino Maurilio Murru: «Se dovessi definire la pista ciclabile userei il termine improvvisazione. Imposta, non condivisa, calata dall’alto: più che un anello un cappio». Un progetto buttato giù in una corsa contro il tempo per non perdere i finanziamenti, con gare al massimo ribasso e ditte in difficoltà: «Solo per il primo lotto – sottolinea Mariolino Andria – si contano quattro subappalti. È un’opera estremamente impattante per la quale sarebbero stati necessari studi ben più approfonditi, come una valutazione di impatto ambientale e una revisione del piano della mobilità».
Le tappe. La cronostoria della ciclabile racconta molto scetticismo da parte delle giunte precedenti. A ripercorrerla nel dettaglio è ancora Maurilio Murru: «Il Piano urbano della mobilità, giunta Ganau nel 2008 a pagina 9 recita così: vista la conformazione orograficadella città non pare ragionevole proporre sistemi di piste ciclabili la cui frequentazione sarebbe certamente modestissima. È più ragionevole proporre dei sentieri cicloturistici». Così la giunta stanzia risorse per altre opere, e tra queste viale Dante: 15 maggio 2009, 497mila euro per sistemazione viale Dante. «Sono soldi dei contribuenti, quindi non si può disfare viale Dante senza consultare la cittadinanza».
Costi. Il progetto esecutivo delle ciclabili parla di un investimento di 1 milione 875mila euro: un circuito di 8,2 chilometri che costa 228mila euro a chilometro. Ancora: sono previste tre bike sharing: Emiciclo, via dei Mille, e piazza Conte di Moriana: 10 biciclette elettroniche per ogni stazione. «Sapete i costi? – dice Michele Saba dei Riformatori – per via dei Mille 87mila euro, per l’Emiciclo 68mila per piazza Conte di moriana 63mila».
Argomento tabù. Le piste ciclabili non sono mai state oggetto di discussione a Palazzo Ducale. «In Consiglio non ne abbiamo mai parlato – dice Murru – se non fosse che la minoranza il 16 novembre 2015 propose di spostare il tracciato da viale Italia a via dei Mille. La maggioranza vota contro perché siamo fuori tempo massimo per apportare modifiche, ma il l 12 aprile 2016 la giunta approva la variante di viale Dante. Non è una presa in giro?».
Vorrei vederla ultimata. E poi c’è anche chi va provocatoriamente contro corrente. È un libero professionista, Sandro Perra: «Io vorrei che le piste partano immediatamente , solo così ci renderemo conto delle criticità. Ovvero ad ogni pedone che avrà un incidentedovrà indagare la magistratura, e dovrà controllare un progetto che fa acqua da tutte le parti. Qualunque tecnico se ne accorge: ci sono raggi di curvatura sbagliati, interferenze, pali della luce in mezzo al tracciato, solo un ente superiore può verificarlo visto che i cittadini ormai hanno le mani legate. E’ un progetto frettoloso senza le verifiche sul campo, eseguito da un professionista che non è di Sassari, che forse non conosce a sufficienza la città: altrimenti si sarebbe reso conto della impraticabilità dei percorsi».
Caso unico. In altre città non sono state issate barricate contro le ciclabili come sta acadendo a Sassari: «Perché a Porto Torres, Sorso, Stintino ecc – spiega Mauro Cescon – giustamente hanno disegnato il circuito lontano dal perimetro cittadino».
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