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Sassari

Se il de cuius non ha parenti stretti quelli viventi escludono i remoti

Gentili notai dell’Ufficio studi, chiedo di sapere come deve essere divisa l’eredità (alcuni appartamenti, depositi in banca e alle Poste) di una persona defunta senza figli e senza genitori. La...

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Gentili notai dell’Ufficio studi, chiedo di sapere come deve essere divisa l’eredità (alcuni appartamenti, depositi in banca e alle Poste) di una persona defunta senza figli e senza genitori. La parentela del de cuius è costituita da: dieci cugini primi, tutti viventi, da parte di madre, tre cugini primi viventi e sette deceduti (alcuni con eredi) da parte di padre. Mi rivolgo a voi per sapere come va suddivisa l’eredità: 1) in due parti, una per i cugini in linea materna e una per i cugini in linea paterna? 2) In parti uguali tra i cugini ancora in vita e gli eredi (ove presenti) di quelli defunti? 3) In parti uguali solo tra i 13 cugini viventi?

Se qualcuno muore senza lasciare prole, né genitori, né altri ascendenti, né fratelli o sorelle o loro discendenti, la successione si apre a favore dei parenti prossimi entro il sesto grado (art. 572 codice civile). La regola è che il parente più prossimo esclude il remoto e che tra pari grado la divisione avviene senza distinzione di linea. Nel caso proposto dal lettore, i parenti più prossimi sono cugini di primo grado e precisamente sono 13: dieci da parte di madre e tre da parte di padre. Non vi è distinzione di linea, per cui erediteranno tutti e 13 in parti uguali (un tredicesimo ciascuno).

Poiché il parente più prossimo esclude il remoto, i figli dei cugini defunti non sono chiamati all’eredità.(Ufficio studi Consiglio notarile)

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