L’inferno in casa: perseguitati dai vicini
Lancio di escrementi e urine, danneggiamenti e furti della corrispondenza, aggressioni: un tormento che va avanti da anni
SASSARI. Lancio di escrementi, carta igienica usata, urina, olio e rifiuti di vario genere per “attaccare” una famiglia che abita nello stesso condominio. E poi urla notturne, trascinamento di mobili per disturbare il riposo, furto continuo della corrispondenza dalla buca delle lettere, ma anche il danneggiamento dell’autovettura e l’aggressione verbale a ogni incontro con insulti e frasi offensive rivolte anche a parenti e amici che andavano a fare visita ai propri congiunti.
Dramma quotidiano. Una situazione terribile che va avanti ormai da parecchi anni e che non è stata superata neppure con gli esposti che la famiglia presa di mira (dove ci sono anche dei minori) ha fatto all’amministratore del condominio e al Comune (intervenuto più volte con la polizia municipale). E neppure il provvedimento emesso dal questore, il classico ammonimento, è servito a fare desistere madre e figlio - rispettivamente di 69 e 41 anni - che hanno continuato con gli atti persecutori.
Il giudice. Ora, dopo le indagini avviate dagli agenti della squadra mobile della questura e il rapporto presentato al pubblico ministero titolare dell’inchiesta Corinna Carrara, il giudice delle indagini preliminari ha emesso la misura cautelare del divieto di avvicinamento alle persone offese e ai loro prossimi congiunti, oltre al divieto di comunicazione in ogni modo.
vicini di casa. Una situazione non proprio facile da gestire, anche perché in deroga al divieto, il gip ha autorizzato gli indagati a restare nell’abitazione (nella zona del Monte) pur ribadendo «il divieto di avvicinamento fisico o contatto con le persone offese, tenendosi alla massima distanza possibile da esse e dalla loro proprietà, con obbligo in caso di incontro casuale di allontanarsi al più presto e senza alcun gesto o atto rivolto ai predetti...».
Un inferno. É evidente che si tratta dell’ultima possibilità per uscire da una vicenda che ha assunto livelli di gravità drammatici, tanto che la continuità delle azioni persecutorie messe in atto da madre e figlio - come risulta dagli atti depositati dagli investigatori della polizia - ha determinato uno stato di grave ansia per la famiglia presa di mira (con i due figli minori), costretta a modificare in continuazione le proprie abitudini di vita e a vivere chiusa in casa o a uscire di nascosto.
Finestre chiuse. Chiusi in casa, con le tapparelle abbassate e le finestre sbarrate. É questa la condizione di paura e precarietà nella quale si trova a vivere la giovane coppia insieme ai due figli minori. Anche per evitare lancio di liquidi, o - come emerge dai fatti denunciati e accertati dalla squadra mobile - sputi da parte di madre e figlio.
Ultimo avviso. L’ordinanza del gip che ha emesso la misura cautelare nei confronti dei due indagati, contiene anche un ultimo avviso: «Ogni violazione della misura disposta, e in particolare la reiterazione delle condotte moleste, ovvero ogni altro comportamento a danno delle persone offese, comporterà la possibilità di applicazione di provvedimenti più gravi: gli arresti domiciliari o la custodia in carcere».
La paura. Il perdurare degli atti persecutori nel corso degli anni, ha generato nelle persone prese di mira la paura che i fenomeni (mai cessati neppure dopo il richiamo formale da parte del questore) possa evolvere in conseguenze più gravi. Da qui le ultime denunce, relative al mese scorso. Ma niente o quasi è cambiato.
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