Erbacce e prati secchi La città è una giungla e la gente protesta
«Il Comune emana l’ordinanza antincendio per i privati ma poi lascia nell’incuria e nell’abbandono le strade»
OZIERI. Ha sollevato un vespaio di polemiche, anche quest’anno, la consueta ordinanza comunale che invita i cittadini allo sfalcio dell’erba per evitare gli incendi. Un atto dovuto, che viene prescritto in tutti i Comuni, ma che a Ozieri suscita sempre malcontento perché esacerba gli animi di fronte alla mancata esecuzione delle operazioni di sfalcio che sono invece di competenza del Comune. E’ di qualche giorno fa la notizia dell’accordo (in fase di predisposizione) tra amministrazione comunale e Forestas per l’utilizzo di personale dell’ex ente proprio in queste operazioni, ma nel frattempo l’erba cresce e con essa crescono le polemiche.
Ma non è tutto: un altro motivo di malcontento è la disastrosa situazione del verde pubblico che ormai non è più verde: poca, o assente, l’irrigazione, i prati nelle ultime settimane sono diventati gialli e secchi, e il panorama del centro cittadino (se si fa eccezione per le erbe infestanti, quelle sì sempre verdi, che albergano in ogni angolo del centro storico) somiglia a un ambiente desertico e abbandonato. E chi si lamenta punta il dito sulla nuova gestione del servizio, che di recente è stato in appalto a una nuova ditta (non ozierese).
Il teatro delle polemiche è, come ormai avviene sempre più spesso, la rete, soprattutto il frequentatissimo social network Facebook, dove da quale giorno è tutto un pullulare di immagini di degrado, aggravato dal fatto che in moltissime aree alla presenza dell’erba alta si aggiunge la cronica sporcizia: frutto della notoria inciviltà di molti cittadini ma anche dell’accumulo di ritardi su ritardi nelle operazioni di pulizia.
«Città sporca e invivibile», «una giungla nel centro abitato», «abbandono e incuria», è una sintesi delle parole dei tanti cittadini che si lamentano, accompagnate dal leit motiv di questi ultimi giorni: «noi siamo obbligati a falciare l’erba, ma il Comune che fa?». C’è però anche chi invita alla responsabilità, e a occuparsi personalmente almeno delle aiuole vicino a casa propria per dare il proprio contributo al benessere della comunità, ma la mole di lavoro da fare è davvero tanta.
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