Sassari, poker on line truccato per ripulire i soldi rubati: denunciato un 37enne napoletano
La complessa indagine è partita dalla denuncia di un sassarese a cui era stata clonata la carta di credito
SASSARI. Riciclaggio, frode informatica e sostituzione di persona. Queste le accuse con cui gli agenti della squadra mobile della questura di Sassari hanno denunciato un pregiudicato residente nella provincia di Napoli, S. R. del 1979, dopo una complicata indagine che ha permesso di portare alla luce un fenomeno criminale molto ben congegnato ed eseguito con grande capacità, inventato per "ripulire" i soldi rubati: tavoli di poker on line a cui partecipavano profili falsi (creati con identità rubate) che perdeveno apposta per consentire la vincita a un unico giocatore che così incassava le vincite "pulite".
Le indagini avevano preso avvio dopo la denuncia presentata alcuni mesi fa in questura da un cittadino sassarese che aveva segnalato diversi movimenti di conto anomali sulla propria carta di credito per operazioni a lui completamente sconosciute. Dai primi accertamenti si poteva constatare che la carta di credito era stata violata da pirati informatici che, dopo aver rubato le coordinate di accesso, erano riusciti ad effettuare indisturbati numerose operazioni bancarie. Le numerose transazioni illecite erano state effettuate usando il nominativo di altre persone, residenti in varie parti d’Italia, che, a loro volta, avevano subito il furto informatico di identità.
Nonostante i criminali fossero sempre attenti a non lasciare tracce, a far scoprire il trucco è stata l'analisi di alcune operazioni on line di pagamento di alcune giocate sul Match Point Scommesse del gruppo Sisal, fatta in collaborazione con l’ufficio antifrodi della stessa Sisal. Analisi che ha permesso di scoprire che alcune giocate erano chiaramente pilotate; infatti, i numerosi account di giocatori on line risultati chiaramente falsi erano riconducibili a “giocatori virtuali” che avevano partecipato ai tavoli di poker on line e avevano perduto deliberatamente e volontariamente le rispettive giocate all’unico scopo di giustificare ufficialmente e così consentire il trasferimento del premio di ciascuna giocata del tavolo a favore del vincitore della partita, complice della combine, titolare di un preciso conto gioco.
La truffa così ben articolata aveva dunque lo scopo finale di “ripulire” i soldi provento dalle frodi telematiche, ufficialmente vinti al gioco e dunque, apparentemente posseduti legittimamente, di cui l’indagato si era infine impossessato al termine di normali operazioni di prelievo in sportelli bancomat in provincia di Napoli e Salerno.
Insomma l’apertura di specifici account per conti gioco, e la partecipazione a finte giocate on line, con lo stratagemma del riparo dietro le generalità di ignare persone realmente esistenti era lo schermo apparentemente legale per esercitare sistematicamente il riciclaggio del denaro trafugato da carte di credito di ignari titolari.
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