La Nuova Sardegna

Sassari

La città scioglie il voto alla Madonnina

di Antonio Meloni
La città scioglie il voto alla Madonnina

Il simulacro della patrona speciale è stato riaccompagnato a San Pietro in Silki dal clero e da una folla impressionante

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SASSARI. Una storia di fede lunga 73 anni, legata alle vicende drammatiche della guerra e allo scampato bombardamento che per una serie di circostanze fortuite ha risparmiato lutti e distruzione. Ieri la città ha reso grazie alla sua patrona speciale, sciogliendo il Voto che da allora la lega intimamente alla Beata Vergine delle Grazie. Lo ha fatto con la consueta partecipazione, riaccompagnando il simulacro della Madonnina nel santuario di San Pietro in Silki sua sede originaria. Oggi è lontano il ricordo di quel dramma e a fare paura non sono più le bombe del comando alleato. Il pericolo è rappresentato dallo spettro della crisi che avanza, dalla disoccupazione che genera sofferenza dalla povertà che angoscia e divide le famiglie. Ma i sassaresi si rivolgono alla Vergine delle Grazie con immutata devozione, chiedendo protezione e salvezza come tanti anni fa. L’origine del Voto è stata rievocata anche ieri, durante l’affollata funzione presieduta in Duomo dall’arcivescovo padre Paolo Atzei, affiancato dal Capitolo turritano. Durante l’omelia, commentando il vangelo di Giovanni relativo all’episodio delle nozze di Cana, padre Paolo ha rimarcato quanto siano ancora intimamente vivi i valori legati all’origine del Voto: «Il vero miracolo - ha detto l’arcivescovo di Sassari - è la fede mai sopita dei sassaresi, la grande devozione alla Vergine Maria e la costante richiesta di grazia nel momento critico, per questo Sassari ha ben meritato l’appellativo di città mariana». La riprova è arrivata dopo la funzione, quando, all’uscita del simulacro, portato a spalla da una squadra di vigili del fuoco, una folla immensa si è stretta attorno alla sua patrona speciale per cominciare il lungo percorso attraverso le vie del centro. Traffico fermo, ali di folla e gente alle finestre nelle vie affollate dal lungo serpentone di fedeli. Da piazza Mazzotti al Corso, passando per via Pais, alla volta delle piazze Azuni e Castello. Quindi via Brigata Sassari dove anche quest’anno una pioggia di variopinti petali di rosa, gettati dall’alto da un gruppo di fedeli, ha salutato il passaggio della Madonnina. Quindi la tradizionale sosta nei due ospedali, il Policlinico prima, il Santissima Annunziata subito dopo. Pioggia di petali per salutare la beata vergine delle Grazie e il pensiero rivolto ai ricoverati, alle loro famiglie, a chi, nell’ansia, aspetta un referto, ma anche ai medici e agli infermieri sempre in prima linea per lenire le sofferenze dei pazienti. Dietro il simulacro che avanza lentamente c’è la città intera, i gremi al completo, sempre presenti nelle occasioni importanti, le associazioni di volontariato, gli operatori dell’Unitalsi, una folta rappresentanza degli Scout, i gruppi di preghiera e le parrocchie della diocesi. Da viale Italia verso l’Emiciclo Garibaldi il colpo d’occhio è notevole: fra la folla immensa, si distinguono bambini e anziani, mamme con la carrozzina, coppie di giovani fidanzati, ragazzi e ragazze. Tutti seguono la Madonnina mentre recitano il rosario, invocando grazia e protezione. Nella sosta al Santissima Annunziata, di fronte all’ingresso della nuova ala, da via De Nicola, ancora petali di rosa, applausi e soprattutto la preghiera, vero filo conduttore della processione che si avvia lentamente verso il Santuario. All’arrivo in piazzale San Pietro l’ovazione cresce d’intensità e l’applauso si fa assordante quando padre Paolo Atzei, rispettando una tradizione ormai consolidata, presenta il simulcaro della Madonnina alla folla osannante. È l’atto di consacrazione della città alla Beata Vergine delle Grazie, il gesto simbolico e finale che materialmente scioglie il Voto della città alla Madonna.

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