Raccolta dei rifiuti nel caos, i sindacati verso lo sciopero
La denuncia di Fp-Cgil e Fit-Cisl: appalto diviso in tre aziende, disorganizzazione e scarsa qualità Deliperi: «Delusi dall’amministrazione comunale, ha negato più volte un incontro per chiarire»
PORTO TORRES. Le segreterie territoriali Fp-Cgil e Fit-Cisl lamentano il perdurare della grave situazione di completa disorganizzazione nel cantiere dove operano le aziende che hanno in gestione l’appalto di raccolta di rifiuti solidi urbani e preannunciano azioni di sciopero qualora non si intervenisse per una rapida soluzione dei problemi. La prima mossa di Paolo Dettori e Giuliano Deliperi - rispettivamente segretario generale della Fp-Cigl e segretario generale della Fit-Cisl - è stata quella di richiedere un incontro urgente all’azienda Ambiente 2.0 e loro consorziate e all’amministrazione comunale e nel contempo aprire la procedura di raffreddamento dei conflitti (propedeutica allo sciopero).
«Le nostre perplessità sono state già manifestate alle aziende e all’amministrazione – assicurano Dettori e Deliperi –, perché abbiamo registrato una totale improvvisazione nell’organizzazione dei servizi e una grave ripercussione sui lavoratori e sulla sicurezza: risulta inoltre che sia consuetudine lo scambio di servizi e dipendenti tra le aziende, senza alcuna valutazione sui carichi di lavoro e sulle mansioni dei lavoratori, peraltro con l’utilizzo di mezzi non sempre idonei e con palesi violazioni delle normative su sicurezza e codice della strada».
Le difficoltà di gestire un servizio con tre aziende erano evidenti fin dall’inizio dell’affidamento dell’appalto e riconosciuto dagli interessati, secondo i segretari, e per questo motivo i sindacati avevano chiesto la creazione di una società consortile. «Nell’ultimo incontro con le aziende (11 maggio) abbiamo appreso che l’amministrazione non sarebbe favorevole a questa soluzione – aggiungono –, ma che al contrario la considererebbe motivo per la rescissione del contratto: da due mesi non registriamo segnali di miglioramento delle condizioni di lavoro, con ripercussioni sulla qualità del servizio ai cittadini, e chiediamo un incontro urgente, alla presenza dei vertici del Comune, per discutere dei punti critici».
Gli argomenti in discussione sono inseriti nella procedura di raffreddamento, inviata anche al prefetto di Sassari, e riguardano organizzazione e carichi di lavoro, dotazione mezzi idonei al servizio, rispetto mansioni del personale, situazioni igienico sanitarie del cantiere e creazione della società consortile. «Sono amareggiato nei confronti dell’amministrazione – dice Dettori –, che ha negato più volte un incontro dimenticando le pecche di un servizio di raccolta svolto da tre aziende che, probabilmente, non hanno mai parlato tra di loro». In un cantiere come quello di Porto Torres, secondo Deliperi, è quantomeno assurdo dividere 42 dipendenti nelle tre aziende: «E’ gravissimo che quando una delle ditte non ce la fa a svolgere il servizio, questi vengono presi in carico dall’altra ditta creando una sorta di “cessione d’appalto” non prevista dalla legge».
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