Bimba partorita nel tugurio, la madre presente in aula
SASSARI. Si è aperto ieri di fronte al collegio presieduto da Maria Teresa Lupinu il processo a carico di Sara Gaspa, la trentenne di Santa Maria Coghinas che il 6 gennaio scorso, all'interno del...
SASSARI. Si è aperto ieri di fronte al collegio presieduto da Maria Teresa Lupinu il processo a carico di Sara Gaspa, la trentenne di Santa Maria Coghinas che il 6 gennaio scorso, all'interno del tugurio in cui viveva con il compagno, in condizioni igieniche estreme, aveva visto nascere e poi morire la bimba di poco più di due chili che portava nel grembo. L'accusa nei suoi confronti è di infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale connesse al parto. Le pene vanno da 4 a 12 anni di carcere. Secondo il sostituto procuratore Paolo Piras, sarebbero bastati un'ecografia e un parto cesareo per salvare la vita alla bambina. Ieri il pm e l'avvocato Maurizio Serra, legale dell'imputata, hanno aperto il dibattimento con la presentazione dei testimoni che dovranno essere ascoltati nelle prossime udienze, la prima delle quali è fissata per il 9 novembre. Teatro della tragedia era stato un vecchio rudere alla periferia di Santa Maria Coghinas in cui la donna aveva partorito da sola, senza nessun tipo di assistenza sanitaria.
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