Sorso, bambino autistico escluso dal saggio scolastico
La donna si è sfogata sul social network ricevendo la solidarietà di decine di mamme del Sassarese con lo stesso problema
SORSO. Ci sono storie fatte di dimenticanze che aprono ferite indimenticabili. Storie di esclusione che lasciano ai margini della vita chi è fragile. Come quella capitata a Sorso qualche giorno fa, quando un bambino autistico non è stato invitato al saggio musicale di fine anno della sua classe. La mamma del bambino ha fatto trapelare la notizia attraverso i social suscitando l'indignazione collettiva: «Andrò dal dirigente scolastico per avere chiarimenti su questa situazione spiacevole».
È la storia di Marco, lo chiameremo così. Lui ascolta tutto, osserva tutto, percepisce in modo amplificato. Ha capelli corti e due occhi dipinti su un viso di cera. Con gli altri non è mai lui a fare il primo passo. Quando si sente a suo agio sa sorridere. Sui libri di medicina è un cosiddetto non-verbale, nella vita di tutti giorni è un quasi 13enne luminoso quanto fragile, affetto da una grave forma di autismo. Passa metà delle sue giornate in un’aula delle scuola media di Sorso, l'altra metà in riabilitazione. In classe è affiancato da un’educatrice e accerchiato da una ventina di nuovi compagni con cui si trova bene. Gli stessi che qualche giorno fa hanno chiuso l'anno scolastico in festa esibendosi in un saggio musicale. Lui però non canta e non suona. E al concerto non è stato nemmeno invitato. «Fino alla quinta elementare - racconta la madre del 12enne - ha avuto insegnanti eccezionali che lo hanno coinvolto facendo un grande lavoro nella classe». Poi il salto alla scuola media, dove è cambiato tutto: «Non c'è mai stata comunicazione con i docenti. Io ho chiesto che ci fosse più dialogo, che in queste situazioni è essenziale, ma non è mai arrivato. Mi è stato risposto che loro erano abituati così».
Chissà quante volte Marco avrà sentito quel discorso sul saggio di fine anno dei suoi compagni, il calendario delle prove, le minuziose raccomandazioni degli insegnanti. Marco ha assorbito tutto senza dire una parola. E chissà cosa avrà pensato giovedì scorso quando ha capito che lui a quel saggio non ci sarebbe andato neanche da spettatore. Il bambino è seguito già da alcuni anni da una educatrice di fiducia della famiglia e si è integrato bene con i nuovi compagni. «Abbiamo scelto la classe a indirizzo musicale - continua la donna - nella speranza che potesse stimolarlo e aiutarlo nel suo percorso. Lui ancora non suona, ma con i compagni sta bene. È l'unico che al saggio non è stato invitato». Marco non parla ma la mamma ha imparato a leggere il linguaggio del corpo del suo piccolo: negli ultimi giorni non era per niente tranquillo. «Io come mamma ci provo sempre, ogni giorno. Ci devo provare. Ogni occasione in cui può stare con gli altri va sfruttata perché non si sa mai come può reagire il bambino. Potrebbe anche funzionare. In fondo io alla scuola chiedo soltanto comunicazione e collaborazione». I giorni scorsi, la madre del ragazzino si è sfogata su Facebook facendo scattare l'indignazione del web. In poche ore sono piovuti centinaia di mi piace e altrettanti commenti al vetriolo contro l'istituto e il corpo docente.
Il messaggio è più o meno questo: «Che meraviglia venire a conoscenza che il giorno prima che terminasse la scuola, tutta la classe di mio figlio si esibirà per un saggio musicale. Tutti i genitori invitati...bellissima cosa. Mio figlio frequenta la stessa classe, purtroppo non suona nessun strumento per delle difficoltà». E ancora: «Ma mi chiedo: perché escluderlo a partecipare come spettatore? Vi siete posti questa domanda cari insegnanti? Complimenti, evviva l'integrazione. Qualche volta azionate cuore e cervello insieme». La notizia ha fatto il giro del web e ha dato coraggio ad altre mamme di bambini affetti da autismo che vivono nel Sassarese per raccontare le loro storie di inclusione negata. Piccoli e grandi disagi quotidiani che per un bambino autistico possono diventare ostacoli insormontabili.
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