Autobotti e cisterne, pronti al disagio
Svuotati i vasconi nell’impianto del Bidighinzu: la prima interruzione drastica e i disservizi dovrebbero partire da oggi
SASSARI. Attorno alle autobotti di Abbanoa c’è calma piatta. L’operaio a piazzale Segni passeggia annoiato attorno al mezzo, giusto per sgranchirsi le gambe. Anche le rastrelliere allestite di fronte, accanto all’ingresso dell’area giostre, sono deserte. E lo scenario non cambia nell’altro punto di distribuzione nello spiazzo di via Pirandello. Al Quadrato in tutta la giornata sono stati erogati 200 litri: «Evidentemente l’acqua nelle case c’è ancora – dice l’addetto alla distribuzione – qui si saranno presentati al massimo una ventina di persone. A quanto ne so io hanno chiuso solo di notte, e lo stesso faranno oggi». Stesso identico scenario in via Pirandello: «Io ho visto solo due utenti in tutta la giornata. Niente disagi per il momento».
E in effetti nonostante le restrizioni dovessero cominciare dalle 3 del pomeriggio, mercoledì sera l’erogazione è stata sospesa solo a partire dalle 20 sino alle 4 del mattino. Quindi per le famiglie non c’è stata alcuna emergenza.
Stesso discorso per ieri: il serbatoio di via Milano, che serve moltissimi quartieri della città, è stato chiuso solo dopo le 18. Perciò, per i residenti, ancora è filato tutto liscio.
I problemi arriveranno nel momento in cui le misure drastiche cominceranno veramente dal primo pomeriggio, e probabilmente già da oggi, a meno che i tecnici di Abbanoa non riescano a fare i salti mortali, i rubinetti alle 15 resteranno a secco. Ieri lo svuotamento dei vasconi del depuratore del Bidighinzu era quasi completato, e oggi potrebbe partire la pulizia in vista della successiva impermeabilizzazione. Se Abbanoa non riuscirà a ridurre la fascia oraria di interruzione, allora chi nella propria abitazione è sprovvisto di serbatoio, o le attività commerciali che non si sono premunite di cisterna, si troveranno in estrema difficoltà. Per fortuna che anni di disagi hanno mitridatizzato gli utenti, e la stragrande maggioranza da diverso tempo è già corsa ai ripari. Un esempio per tutti può essere la Piscina di Lu Fangazzu, che per la sua attività necessita di una enorme quantità di consumo idrico. Nei giorni scorsi ha fatto il pieno, e dovrebbe riuscire a coprire il fabbisogno giornaliero ricorrendo alle proprie riserve e ai propri pozzi.
Il nodo vero della questione è però un altro: Abbanoa sostiene che si tratta di un intervento necessario, improcrastinabile ed epocale: una sorta di panacea per i disagi cronici della rete idrica sassarese. Il sacrificio richiesto ai cittadini è altissimo, ma il gestore assicura che ne varrà la pena. Chissà però se scompariranno anche i problemi di purezza dell’acqua, con i frequenti sforamenti dei parametri di qualità. Perché Abbanoa ha sempre puntato il dito sulle condotte degradate, e non ha mai tirato in ballo la questione a monte della potabilizzazione.
Quindi, almeno teoricamente, il risultato finale dell’intervento dovrebbe essere questo: al termine dei lavori, i chiariflocculatori in azione saranno tre e potenzialmente potranno produrre sino ad 800 litri al secondo. A ottobre, con l'intervento al quarto chiariflocculatore, l'impianto di Bidighinzu sarà in grado di erogare sino a 900 litri al secondo: una quantità che permetterà di effettuare qualsiasi intervento di manutenzione senza più dover interrompere l'erogazione dell'acqua.
Perciò maggiore pressione in rete, flusso più stabile, meno scossoni alle condotte. Ma l’acqua torbida, i rilasci di materiali impuri, dovrebbero restare tali e quali.
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