Il vescovo ha nominato 5 nuovi parroci
Monsignor Corrado Melis, prima di ogni decisione, ha visitato più volte le parrocchie della diocesi
OZIERI. A nove mesi dal suo arrivo nella diocesi di Ozieri, e dopo aver visitato più volte tutte le parrocchie, il vescovo Corrado Melis ha ufficializzato nei giorni scorsi le nomine di nuovi parroci, in alcuni casi confermando in sede alcuni sacerdoti già presenti ad interim.
È il caso di don Roberto Arcadu, nominato parroco in San Francesco a Ozieri, sede nella quale il sacerdote è presente già da più di due anni prima in affiancamento al titolare don Andrea Olivas, poi prematuramente scomparso, e poi come vicario parrocchiale. Don Roberto si insedierà in parrocchia domenica, data nella quale, alle 19, ci sarà una solenne celebrazione presieduta dal vescovo.
Conferma anche per don Uccio Spanu in Santa Lucia, dove il sacerdote è arrivato già da tempo per affiancare l’anziano, poi deceduto, rettore don Paolo Sini. L’insediamento di don Uccio si terrà sempre domenica, anche in questo caso con una cerimonia ufficiale. Nomina nella parrocchia di San Michele in Padru, dove è già presente da qualche mese come vicario, per don Michele Vincis, che si insedierà il primo luglio, mentre il 16 dello stesso mese don Guido Marrosu si insedierà ufficialmente in San Sebastiano a Berchidda.
Il giorno dopo, domenica 17 luglio, avverrà anche il cambio della guardia nella Cattedrale della Maria Immacolata con l’insediamento di don Antonello Satta. Monsignor Gavino Leone, già parroco, resterà in sede per riprendere il ruolo di vicario episcopale della Curia. Il vescovo ha nominato anche un vice parroco, don Diego Marchioro, per la parrocchia di Sant’Elena in Benetutti, che affiancherà il (confermato) parroco don Giammaria Canu per sollevarlo da alcuni impegni in vista del termine dei suoi studi per il conseguimento del dottorato in Teologia. Nomine attese, ma che il vescovo ha voluto ponderare per bene, anche come detto, attraverso approfondite visite pastorali dalle quali, come dice lo stesso presule, sono emersi «tanto entusiasmo e vivacità, come pure tanto desiderio di bene e di passione per il Vangelo». «Non vorrei che nessuna nomina fosse una fredda e formale decisione – ha detto monsignor Melis – per questo richiamo l’attenzione a tutti, pastori e gregge, sulle parole del Concilio Vaticano II, che da un lato spronano i presbiteri a “presiedere la comunità non mirando a propri interessi ma solo al servizio di Gesù Cristo” e li invitano a “unire i propri sforzi a quelli dei fedeli laici”, e dall’altro lato invitano i fedeli ad avere “coscienza del debito che hanno nei confronti dei presbiteri e li trattino perciò con amore filiale, come loro pastori e padri”». (b.m.)
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