Sassari, pensionata rapinata al Corso: ventiduenne a processo
Prima udienza per il colpo di cui era stata vittima una donna di 79 anni che rientrava a casa con le buste della spesa
SASSARI. Ha scelto di affrontare il processo con il rito abbreviato Antonio Usai, il ventiduenne arrestato a fine gennaio dagli agenti della squadra mobile della questura per la rapina messa a segno al corso Vittorio Emanuele, ai danni di una pensionata di 79 anni che all'ora di pranzo stava rincasando con le buste della spesa.
Il giovane, difeso dall’avvocato Antonello Fancellu, avrebbe voluto patteggiare ieri mattina davanti al giudice dell’udienza preliminare Michele Contini, ma il titolare dell’inchiesta, il sostituto procuratore Mario Leo ha ritenuto troppo bassa la pena di un anno e otto mesi proposta dal difensore dell’imputato. Il processo è stato dunque rinviato al prossimo 26 ottobre.
La rapina aveva suscitato grande indignazione in città per al violenza brutale con cui il giovane aveva agito. Le fasi dell’aggressione erano state riprese dal sistema di videosorveglianza della via e grazie alle immagini gli investigatori erano riusciti a risalire al responsabile. Antonio Usai aveva seguito l’anziana vittima a piedi per alcune decine di metri fin sotto casa e prima che potesse aprire il portone le aveva afferrato la borsetta e l'aveva scaraventata per terra senza alcuna pietà. Una violenza gratuita e brutale che aveva fatto volare la povera pensionata da una parte all'altra del Corso. Braccato dalla polizia e minacciato di morte su un gruppo whatsapp, dopo il colpo Antonio Usai aveva vissuto per quattro giorni nel terrore.
La sua fuga era finita il 27 gennaio scorso all'ora di pranzo in un podere tra San Giovanni e La Crucca, alla periferia della città. È lì che si era nascosto per il timore di finire in manette e il terrore che alcuni conoscenti, che lo stavano minacciando su un gruppo whatsapp per la gravità del suo gesto, potessero rintracciarlo. Era stato il padre a fare da tramite tra gli investigatori della Mobile, guidati da Bibiana Pala, e il figlio ventiduenne. Le immagini del suo volto, catturato dalle telecamere pochi istanti prima della rapina e diffuse dal sito della Nuova Sardegna avevano raggiunto migliaia di persone e in tanti lo avevano riconosciuto.
Erano state decine le segnalazioni giunte agli investigatori dopo la pubblicazione del video in cui si vedeva chiaramente il giovane che a volto scoperto seguiva l'anziana vittima e poi le strappava la borsetta con violenza, facendola volare da una parte all'altra del Corso. Dopo l’arresto, durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip, Antonio Usai aveva ammesso le proprie responsabilità e chiesto e chiesto scusa alla vittima. Il giudice lo aveva scarcerato e gli aveva applicato gli arresti domiciliari. Ieri il suo difensore ha chiesto la revoca, il giudice si è riservato sulla decisione. (l.f.)
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