Ordinanza anti elemosina Serra: l’ha chiesta la città
A fare scattare il giro di vite le tantissime denunce di cittadini “molestati” Il comandante della polizia municipale: «È uno strumento utile e condiviso»
SASSARI. Più applausi che dubbi. A dimostrare come Sassari stia vivendo l’invasione dei migranti,scaricati loro malgrado a centinaia nelle vie di una città che per ora altro non offre loro che un angolo a cui appoggiarsi e una mano da tendere per chiedere l’elemosina. Richiesta però diventata sempre più pressante e disperata. Molesta, come la definisce l’ordinanza comunale che dall’altro ieri la vieta. Accolta con favore anche da associazioni di volontariato sempre molto vicine agli “ultimi”, ma preoccupate per una rabbia diffusa e montante della gente, che finisce per rendere ancora più problematico il loro lavoro.
«Chiaramente non è mio compito esprimere giudizi di merito sulle decisioni del sindaco – spiega il nuovo comandate della polizia municipale cittadina Gianni Serra – ma non posso che sottolineare come questa ordinanza riempia un vuoto normativo che ci impediva di essere completamente efficaci nel contrasto di alcune pratiche, purtroppo molto sgradevoli per i cittadini».
L’unico accattonaggio proibito per legge è infatti quello che coinvolge i minori, che è un reato penale. Certo l’avvicinamento molesto di passanti può essere classificato, sotto il profilo legale, come coercizione, molestia, inganno o frode, e perseguito come tale. E se le persone vengono portate via dai loro paesi d’origine e costrette all’accattonaggio, siamo in presenza di tratta di esseri umani. Ma queste sono tutte fattispecie difficilmente applicabili in una realtà “in movimento” come quella che stiamo in questi tempi vivendo.
«La realtà – spiega Serra – è che c’è stato un incredibile aumento di segnalazioni di persone che lamentano di essere state circondate, seguite, addirittura minacciate. Soprattutto anziani, o comunque categorie più deboli. Ora noi possiamo intervenire con più velocità e incisività in questi casi. E non minacciando sanzioni penali, difficili da applicare e anche da spiegare. Ma semplicemente prendendo le generalità di chi chiede in maniera molesta. E avvisandolo che in caso di reiterazione della segnalazione la pratica sarà girata alle autorità competenti, questura e prefettura, per le necessarie valutazioni in ordine alla sussistenza, o al venir meno, dei requisiti necessari per la permanenza delle persone identificate nel territorio dello Stato».
Un rischio che difficilmente i profughi sono disposti a correre. E un dettaglio che fa però pensare che principalmente a loro questa ordinanza sia dedicata. «In realtà – sottolinea Serra – lo strumento è di per sè neutro, e non rivolto a nessuna categoria o men che mai etnia. Capita spesso che a mendicare in maniera molesta siano cittadini italiani, sassaresi. E ora avremo un modo per avvisarli di smettere, e segnalarli a chi di dovere. Certo l’emergenza dei migranti è sotto gli occhi di tutti, e non è certo solo nostra. Ma il modo migliore per affrontarla è iniziare dal dare più serenità ai cittadini».
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