La Nuova Sardegna

Sassari

Ossi, la Regione ha dato il via libera alla cava di Su Padru

di Pietro Simula

Il Comune non è riuscito a bloccare le autorizzazioni Le estrazioni verranno fatte a poca distanza dalle case

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OSSI. Nel braccio di ferro con la Regione sulla ripresa dell’attività estrattiva nelle cave di Su Padru in località Rocca Ruia, a ridosso del quartiere di Litterai, l’amministrazione comunale, nonostante l’opposizione unanime del Consiglio, ha perso la battaglia. Alla fine, infatti, dell’iter avviato in seguito alla richiesta di autorizzazione avanzata dalla Industriale Monte Rosè Spa la Giunta regionale ha deliberato di “non sottoporre all’ulteriore procedura di Via” l’intervento in progetto, a condizione che siano rispettate e recepite alcune prescrizioni, sulle quali il Comune ed altri enti superiori preposti dovranno vigilare. Si stabilisce pertanto che, ferma restando l’acquisizione di altri pareri e autorizzazioni previste dalle norme vigenti, la validità della deliberazione è pari a 10 anni dalla pubblicazione, salvo proroga, e che la data di inizio dei lavori relativi all’intervento dovrà essere comunicata al Servizio delle valutazioni ambientali e agli enti di controllo. L’opposizione dell’Amministrazione comunale al rinnovo dell’autorizzazione dell’attività di cava è iniziata nell’ottobre 2010. In prossimità della scadenza della concessione (di cui era titolare la Italcementi) l’allora sindaco Pasquale Lubinu aveva scritto all’assessore regionale dell’Industria Zedda chiedendone la decadenza in quanto non erano stati rispettati gli accordi secondo cui i lavori sarebbero dovuti essere continuativi, come previsto nell’autorizzazione rilasciata nel 2001, mentre risultava un blocco dal giorno in cui tutti i dipendenti erano stati collocati in cassa integrazione. Ci fu quindi un sopralluogo da parte di un funzionario dell’Assessorato, cui fece seguito un’ulteriore richiesta di decadenza e di ripristino ambientale da parte del sindaco Lubinu. La risposta dell’Assessorato fu che i ricorsi non erano accoglibili, ma che il Comune avrebbe potuto esprimere pieno parere nel caso di una possibile istanza di rinnovo della concessione. Il dissidio tra i due enti continuò in merito all’opportunità o meno della Valutazione d’impatto ambientale in caso di proroga o rinnovo. Arriva intanto la richiesta da parte della Industriale Monte Rosè, subentrata nel frattempo alla Italcementi. E questa è storia recente. L’amministrazione comunale, sostenuta dall’intero Consiglio, si oppone formalmente, “a tutela degli interessi propri e dei cittadini: sono evidenti nel territorio, scrive il sindaco Giovanni Serra, segni di alterazione ambientale con danni per il paesaggio circostante, della salute umana e animale per la presenza di polveri sottili, senza alcun tornaconto occupazionale ed economico per il paese, mentre numerosi cittadini lamentano lesioni alle case derivanti dalle attività di cava”. Alcune osservazioni vengono accolte, altre invece vengono definite generiche.

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