Un fiume di note e colori contro le discriminazioni
Grande successo del pride “Diritti al cuore” contro omofobia e razzismo Le 24 associazioni hanno chiuso la sfilata con una festa in piazza Tola
SASSARI. Musica, allegria e i colori dell’arcobaleno per dire no al razzismo, al sessismo e all’omofobia. Un’onda di gioia cavalcata da un migliaio di persone ha attraversato la città ieri pomeriggio per la sesta edizione sassarese di “Diritti al cuore”, la manifestazione contro ogni tipo di discriminazione organizzata dal Movimento omosessuale sardo con il patrocinio della Presidenza del Consiglio regionale sardo, del Comune di Sassari e con la partecipazione di oltre una ventina di associazioni che operano in città e nell’isola. I
l corteo, con in testa le madrine dell'edizione 2016, le giornaliste Daniela Scano e Maria Francesca Chiappe, parte poco dopo le 18 da piazza Caduti del lavoro, sfila per tre ore al centro della città per arrivare in piazza Tola, dove il concerto con numerosi artisti chiude una manifestazione che anche quest'anno ha lasciato il segno. Non solo per la giornata finale culminata nella parata festosa. Ma in generale per avere animato una settimana di dibattiti e riflessioni sui fenomeni sociali che alimentano tutti i tipi di discriminazione. E per dire no a ogni genere di sopruso, insieme agli organizzatori sono scesi in strada anche molti rappresentanti delle istituzioni. C’è il sindaco di Sassari, Nicola Sanna: «L’amministrazione comunale è sempre stata partecipe della manifestazione Diritti al cuore, perché crediamo nelle azioni che porta avanti, nel messaggio che vuole diffondere, e perché pensiamo che Sassari possa essere un esempio di città in cui le differenze sono viste e vissute non come un problema ma come un arricchimento per la società», spiega il primo cittadino, fra un selfie con le drag queen e una stretta di mano.
C’è l’assessora regionale Claudia Firino, diversi consiglieri comunali sassaresi, la deputata Giovanna Sanna, il sindaco di Ploaghe, Carlo Sotgiu, e da La Maddalena è arrivata l’assessora Maria Pia Zonca.
«Ogni anno la manifestazione acquista sempre più partecipazione e infonde sempre maggiore consapevolezza alla società sul problema delle discriminazioni», commenta Massimo Mele, fondatore del Mos e vera anima di Diritti al cuore. «Parliamo di discriminazioni che non si sviluppano solo in atti violenti, ma che si manifestano quotidianamente, nella vita di tutti i giorni e che possono incidere in maniera davvero pesante sull’esistenza di che ne resta vittima». Per questo il Mos punta sull’informazione e sul risveglio delle coscienze: «Convegni e dibattiti servono per far comprendere il fenomeno della discriminazione, per fornire strumenti alla comprensione. Solo in questo modo possiamo riuscire a combattere i soprusi, con l’educazione e la cultura», spiega la presidente del Mos, Barbara Tetti. «La gente è abituata a percepire manifestazioni come questa come uno spettacolo. Ma il fatto che manifestiamo per i nostri diritti con gioia e orgoglio, rifiutando i panni delle vittime predestinate, non può e non deve alleggerire la portata delle nostre battaglie». Intanto il corteo sfila per le strade dello shopping, i passanti si fermano e guardano sorridenti. Si fermano, scattano foto, qualcuno applaude e dice, «hanno ragione». Qualcun altro scuote la testa e abbassa lo sguardo, incurante degli altoparlanti che sparano a palla la voce di Caterina Caselli con “Nessuno mi può giudicare”.
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