Alghero, volontario della Croce Rossa assolto dall’accusa di peculato
Il comitato provinciale di Sassari aveva denunciato un presunto ammanco di soldi dopo la vendita delle uova pasquali. Ma in tribunale è stata dimostrata la sua innocenza
SASSARI. Che fine avevano fatto i soldi ricavati dalla vendita delle uova di Pasqua? E quelli del servizio di trasporto infermi? Di sicuro, secondo il giudice, non se li era intascati il responsabile della sede algherese della Croce Rossa.
Dopo la denuncia presentata in Procura dal comitato provinciale della Croce Rossa di Sassari, Mauro Vincenzi – responsabile ad Alghero – era finito a processo con l’accusa di peculato. «Per essersi appropriato, in qualità di pubblico ufficiale, – scriveva il pubblico ministero Carlo Scalas nella richiesta di rinvio a giudizio del 2014 – di 324 euro che avrebbe invece dovuto riversare al comitato provinciale di Sassari entro il giorno 10 del mese successivo». Due giorni fa l’uomo, sassarese di 43 anni, assistito dagli avvocati Franca Lendaro e Anna Ganadu, è stato assolto con formula ampia dopo un travagliato iter giudiziario durato oltre due anni.
Il collegio, presieduto da Salvatore Marinaro, dopo aver sentito i testimoni e l’imputato che si è sottoposto a esame, ha ritenuto di doverlo assolvere in linea anche con le richieste dello stesso pubblico ministero che evidentemente, a istruttoria chiusa, si è convinto dell’innocenza di Vincenzi.
Non sarebbe emersa, in sintesi, la prova di alcun ammanco di denaro né in riferimento alle quote del “trasporto infermi” (90 euro) né a quelle riferite alla vendita delle uova pasquali (234 euro). Riguardo a questi ultimi introiti – così come avevano spiegato in udienza la Lendaro e la Ganadu – «si trattava di somme mai reclamate dall’associazione di volontariato e soprattutto non erano destinate alle casse della Croce Rossa ma a un’associazione di volontariato privata e pertanto non si sarebbe potuto configurare giuridicamente il reato di peculato».
Non risultando l’ammanco e non sussistendo la fattispecie giuridica del reato – visto che gli introiti della vendita delle uova pasquali sarebbero andati a privati – al collegio non è restato che assolvere l’imputato con formula ampia.
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