Emergenza incendi, non si gioca con il fuoco e con la vita
Risorse inadeguate e scarsa programmazione, con la politica del risparmio non si può difendere il patrimonio naturale e l'incolumità della gente
SASSARI. Ogni anno la stessa storia. Come se gli incendi fossero una emergenza che si può affrontare una volta in un modo e le altre facendo finta di niente. Anzi, sperando che nulla accada. Così si tagliano risorse, mezzi e organici dei vigili del fuoco a tavolino.
Ci risiamo anche per la campagna antincendi 2016 che ormai è alle porte, anzi per certi versi ha già dato qualche segnale preoccupante. I vigili del fuoco si trovano a lottare contro i roghi, per difendere il patrimonio naturale e le vite umane, e contro la politica e la burocrazia degli apparati tecnici che dovrebbero pianificare per tempo le cose da fare. Anche perché molto lo fa la prevenzione, ma il resto è lotta dura sul campo, tutti i giorni e le notti.
La politica del risparmio sulle emergenze continua a restare una materia di difficile comprensione, perché è dimostrato che (sempre) i conti che si pagano dopo sono molto più salati e hanno variazioni che sono di 20 e 50 volte superiori a ciò che si sarebbe speso con una strategica gestione delle risorse. E siccome c’è in ballo la sicurezza delle comunità - che crescono di tanto con l’arrivo dei turisti - l’investimento non può essere messo in discussione ad ogni stagione.
La storia, invece, si ripete. Il territorio della provincia di Sassari che ricade sotto la giurisdizione del comando dei vigili del fuoco del nord Sardegna è il più esteso d’Italia. Le risorse per la campagna antincendi, i mezzi, gli organici, i distaccamenti stagionali (quelli che consentono di poter beneficiare di un intervento dei vigili del fuoco con partenza a non più di 45 chilometri di distanza) dovrebbero essere adeguati. Invece (i sindacati l’hanno denunciato con forza anche di recente) il trattamento riservato è quello previsto per i comandi di fascia inferiore.
Non si gioca con il fuoco, non si fa programmazione sperando che non succeda niente, perché il territorio è considerato zona ad alto rischio e basta guardarsi indietro per rivedere ricordi di tragedie che forse sono state dimenticate troppo in fretta. I vigili hanno già detto che ci sono, 24 ore su 24, ma non vanno lasciati soli nella lotta agli incendi.
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