La Nuova Sardegna

Sassari

Niente campo estivo per il bimbo autistico Insorge l’Angsa

di Paoletta Farina

Una fattoria didattica non ha voluto accogliere l’educatrice: «L’equilibrio degli altri piccoli ospiti verrebbe turbato»

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SASSARI. Niente campo estivo per un bimbo autistico di cinque anni: la sua presenza in una fattoria didattica con un’educatrice pagata dalla famiglia avrebbe “turbato” i compagni di gioco. Denuncia il paradosso l’Angsa (l’associazione genitori soggetti autistici) che dalla madre è venuta a conoscenza dell’esclusione del figlio dalla possibilità di trascorrere – per appena due volte alla settimana per tre ore al giorno – in una struttura alla periferia cittadina.

«Un diniego che mi ha turbato e che ho sentito come una discriminazione – racconta la mamma del bambino –. Quando ho proposto ai proprietari, ho ricevuto prima un rifiuto netto, poi in una sorta di marcia indietro mi è stato concesso di poter far frequentare la fattoria didattica a mio figlio ma senza l’educatrice. Con la motivazione che l’assistente poteva essere scambiata per una mamma dagli altri bambini discriminando loro che al campo estivo non hanno la compagnia di un genitore. Ho detto che era impossibile perché il bambino, pur non avendo un disturbo grave, ha comunque necessità di assistenza e se loro non potevano offrire un sostegno altrettanto qualificato, non avrei mai portato mio figlio».

La vicenda è approdata anche su Facebook, dove la madre, socia Angsa, ha raccontato l’accaduto rilevando l’assurdità della situazione. Decine i commenti negativi che hanno spinto i responsabili della fattoria didattica a replicare «indignati» in un post, per l’attacco «mediatico» subìto, sostenendo che la presenza di un adulto estraneo «avrebbe influenzato le nostre attività quotidiane e la serenità dei nostri piccoli ospiti».

Poi, dopo alcuni giorni di polemiche, la struttura ha cancellato il post. Ma il caso continua a suscitare riflessioni e dubbi. La presidente dell’Angsa Sassari, Giovanni Tuffu, commentando l’episodio dice: «L’azienda ha perso una grande occasione perché poteva essere un'opportunità importante di crescita professionale e un arricchimento per la stessa azienda e per i bambini che la frequentano. Tutti i bambini hanno diritto di essere accolti, tanto più in questo caso in cui c'è un bambino che sarebbe stato affiancato dalla sua educatrice, (non una babysitter) a spese della famiglia. Qui siamo al paradosso: l'azienda che non accoglie il bambino autistico con l'assistente perché gli altri bambini normodotati si sarebbero sentiti discriminati...»

«Anche a scuola i bambini autistici spesso sono affiancati da assistenti educative – sottolinea la presidente Angsa – , e gli altri bambini non si sentono “discriminati”. Anzi. Conoscere la diversità da piccoli aiuta anche in età adulta a confrontarsi con chi non è normodotato. E un bambino autistico con difficoltà relazionali ha bisogno di stare insieme ad altri bambini perché lo aiuta nel suo sviluppo».

Comunque il piccolo autistico non perderà quest’estate l’occasione di trascorrere il tempo libero con altri bambini come lui. «Un’altra struttura ci ha detto di essere felice di accoglierlo insieme alla sua assistente», fa sapere la mamma.

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