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Sassari

Paziente di Cagliari salvato grazie all’Ecmo

Paziente di Cagliari salvato grazie all’Ecmo

Il sistema, unico nell’isola, mette “a riposo” i polmoni in caso di grave insufficienza respiratoria

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SASSARI. Giovedì 30 giugno un paziente con grave disfunzione polmonare è stato trasferito da Cagliari al centro Ecmo (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation) della Rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, dove il paziente è stato immediatamente stabilizzato grazie alla macchina cuore-polmoni che consente l’ossigenazione del sangue tramite membrana porosa artificiale.

Una volta stabilizzato il paziente è stato trasferito nella notte, con volo umanitario militare, al Policlinico Umberto I di Roma per potenziale trapianto.

Nel corso del trasferimento in Ecmo, un passaggio tecnicamente molto avanzato, il paziente è stato accompagnato, assistito e monitorato dal team Ecmo della Aou di Sassari (Rianimazione del Santissima Annunziata, in stretta collaborazione con l’Unità operativa di Anestesia e rianimazione delle cliniche di San Pietro). L’ intero trasferimento è stato coordinato dalla direzione medica di presidio ospedaliero.

Il centro Ecmo della Aou è un centro di riferimento nazionale, unico in Sardegna, che appartiene alla rete Respira (Rete specializzata nell’Insufficienza Respiratoria Acuta) composta da 16 centri in tutta Italia.

Ecmo è la sigla che indica un trattamento di supporto vitale utilizzato per contrastare patologie che provocano una inadeguata ossigenazione del sangue. Viene oggi utilizzato ogni volta che, per patologie polmonari o cardiache, il paziente non sarebbe in grado di sopravvivere. L’avvio, un anno fa, del centro Ecmo del Santissima Annunziata ha permesso di evitare che molti pazienti abbiano dovuto subire un viaggio della speranza presso altri centri specializzati della penisola. Il trattamento non è terapeutico, non cura la malattia, ma permette di attuare un sostegno medico che prescinde dalla residua funzionalità cardiaca e polmonare. È definito di supporto in quanto rende possibile un trattamento medico massimale in presenza di severe limitazioni funzionali, potenzialmente reversibili, a carico dell’apparato cardiopolmonare. L’ossigenazione extracorporea attraverso membrana avviene tramite un pompa collegata al paziente che spinge il sangue in un polmone artificiale costituito da una membrana porosa.

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