I bar del parco del Cantaro derubati di sedie e tavolini
La denuncia è dei gestori dei locali che si affacciano sui giardini pubblici Ma ci sono problemi anche per quanto riguarda la pulizia dell’area verde
OZIERI. Clima quasi da far west nei giardini del Cantaro a Ozieri, lo storico Parco delle Rimembranze che ultimamente somiglia sempre più a una landa abbandonata. A lamentarsene sono gli esercenti commerciali, ma anche le famiglie che ogni giorno - soprattutto dopo la fine delle scuole - frequentano il parco per far giocare i propri bimbi all’aria aperta. Sporcizia e incuria sono notizie vecchie, lo si sa, ma la new entry di quest’anno sono i furti a danno dei baristi che negli ultimi giorni si sono visti sottrarre diversi arredi esterni, sedie e tavolini soprattutto.
A denunciare il fatto sono in particolare i gestori del Bar del Cantaro, della pizzeria Sanna e del New Petit Bar, vittime dei recenti furti. A Ozieri, cittadina tutto sommato tranquilla, i gestori dei locali sono abituati, dopo la chiusura, a lasciare tavolini e sedie tranquillamente fuori dai locali (anche per evidenti motivi di spazio) perché furti del genere sono rari se non assenti (se ne ricorda un caso qualche anno fa, sempre ai danni del Bar del Cantaro).
Ma ultimamente qualcosa è cambiato, e qualcuno sembra aver dimenticato anche le più elementari regole della vita civile e della proprietà privata. I gestori, ma in generale tutti i cittadini, invocano vigilanza («non possiamo dormire al bar con il timore che ci derubino», dicono i baristi). Servirebbe forse un sistema di videosorveglianza, dicono gli esercenti, che sanno che per motivi di privacy non possono essere i privati a mettere le telecamere ma devono essere le istituzioni a farlo. La sorveglianza, quindi, deve essere effettuata in altro modo, con un aumento dei controlli delle forze dell’ordine, che purtroppo sono l’unico deterrente contro il malcostume ormai diffuso e un rispetto della proprietà altrui, ma anche del bene pubblico, che rasenta lo zero. Lo si vede, per esempio, quando si pensa all’altro problema citato, quello della sporcizia. I gestori dei locali si occupano della pulizia del suolo pubblico a loro assegnato (e «profumatamente pagato», sottolineano) ma non possono certo occuparsi di pulire l’intero parco. Senza contare che non sono spesso messi in condizioni di farlo bene, perché devono premunirsi loro stessi di acquistare scope e stracci, bidoni e buste: «il materiale fornito dal Comune è appena sufficiente alle piccole pulizie ordinarie – è la principale lamentela – senza contare che non sempre la spazzatura viene ritirata con regolarità e resta in balia degli animali randagi». Insomma, i problemi sono tanti, e non di facile soluzione: occorrerebbe un generale ripensamento del sistema nel quale gli esercenti e i cittadini siano resi partecipi, ma anche un’intensificazione delle iniziative “educative” per far riaffiorare il senso civico.
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