Darsena veleni, il pm chiede 5 condanne

Tre anni con l’abbreviato per i vertici di Syndial, assoluzione perché il fatto non sussiste per i dirigenti di Polimeri Europa

PORTO TORRES. Quattro anni e mezzo di reclusione - ridotti a tre per via dello sconto concesso con la scelta del rito abbreviato - e 6mila euro di ammenda che con la riduzione scendono a 4mila: queste le richieste del pubblico ministero Emanuela Greco nei confronti dei vertici della Syndial al processo per la cosiddetta “Darsena dei veleni” a Porto Torres. Il pm ha, invece, chiesto l’assoluzione per i dirigenti di Polimeri Europa, perché il fatto non sussiste. Le richieste di condanna, quindi, riguardano: Alberto Chiarini, Francesco Papace, Oscar Cappellazzo, Gian Antonio Saggese e Francesco Leone. Assoluzione invece per Daniele Ferrari, Paolo Zuccarini e Daniele Rancati. Il processo prosegue venerdì con la discussione delle parti civili.

L’udienza di ieri - davanti al giudice Antonello Spano - si è aperta con una produzione di documenti e di una consulenza tecnica da parte dell’avvocatura dello Stato. Poi la requisitoria del pubblico ministero che è andata avanti per tutta la mattinata.

Il processo che vede gli otto dirigenti - tra Syndial e Polimeri Europa - a giudizio per disastro ambientale colposo e deturpamento delle bellezze naturali, si sta svolgendo con rito abbreviato, per cui si celebra allo stato degli atti, sulla base di quanto “raccolto” durante le indagini preliminari.

Il pm, nell’udienza precedente, aveva sollecitato l’ inserimento nel fascicolo di un lungo elenco di documenti che riguardano conferenze di servizi, ordinanze sindacali, pareri dell’Arpas, disposizioni ministeriali, estratti dello studio Sentieri sui siti inquinati di interesse nazionale. Alla richiesta si erano opposti gli avvocati difensori Piero Arru, Carlo Federico Grosso, Mario Maspero, Fulvio Simoni, Luigi Stella e Grazia Volo, sostenendo che il pm non avesse evidenziato i motivi di «necessità assoluta» che giustificherebbero l’acquisizione agli atti di nuovi elementi. Oltretutto, secondo il pool difensivo, buona parte dei documenti richiesti sarebbero già inclusi nel fascicolo processuale.

Anche ieri - come nelle udienze precedenti - tutti gli imputati erano presenti in aula e hanno seguito l’intervento del pubblico ministero Emanuela Greco che si è concluso, appunto, con la richiesta di cinque condanne e tre assoluzioni.

Nella sua richiesta di condanna per i dirigenti Syndial, il pm ha contestato il disastro ambientale e il deturpamento delle bellezze naturali e non ha ritenuto di riconoscere le attenuanti generiche in quanto gli imputati non avrebbero ottemperato in maniera adeguata alle prescrizioni imposte per scongiurare lo sversamento in mare di sostanze inquinanti», nella fattispecie benzene. Contro i vertici Syndial si sono costituiti parte civile il ministero dell’Ambiente, l’assessorato regionale dell’Ambiente, il Comune di Porto Torres, due comitati, l’associazione protezione animali, la Lega anticaccia, l’armatore Cesare Goffi e i fratelli Giovanni e Alessandro Polese, titolari di un cantiere nautico vicino alla zona in cui sarebbero stati scaricati veleni industriali di ogni genere.

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