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la darsena dei veleni a porto torres

Le parti civili: più tumori e danni da milioni di euro

di Nadia Cossu
Le parti civili: più tumori e danni da milioni di euro

SASSARI. «Dal 2013 a oggi lo sversamento nella darsena di Porto Torres non si è mai fermato. E a confermarlo sono le perizie». È solo uno degli aspetti toccati dall’avvocato Pina Zappetto, parte...

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SASSARI. «Dal 2013 a oggi lo sversamento nella darsena di Porto Torres non si è mai fermato. E a confermarlo sono le perizie». È solo uno degli aspetti toccati dall’avvocato Pina Zappetto, parte civile per i comitati “Azione, protezione, sostenibilità ambientale per il Nord ovest Sardegna” e “Tuteliamo il golfo dell’Asinara” nel processo che si sta celebrando con rito abbreviato e che vede imputati i vertici di Syndial e Polimeri Europa per disastro ambientale colposo e deturpamento delle bellezze naturali.

Nell’udienza di mercoledì scorso il pubblico ministero Emanuela Greco al termine della requisitoria aveva chiesto una condanna a tre anni di reclusione per Alberto Chiarini, Francesco Papace, Oscar Cappellazzo, Gian Antonio Saggese e Francesco Leone (Syndial) e l’assoluzione per Daniele Ferrari, Paolo Zuccarini e Daniele Rancati (Polimeri) perché il fatto non sussiste.

Ieri è toccato alle parti civili. La Zappetto ha fatto una discussione molto articolata e precisa in riferimento anche alla recente indagine epidemiologica “Sentieri” che a Porto Torres ha rilevato un numero di morti per tumore superiore a quello di Taranto. «A pochi passi dal centro abitato, il benzene volatile inquina acqua e aria con gravissimi danni per la salute delle persone». Ecco perché, come annunciato in udienza, «siamo pronti a depositare un nuovo esposto in Procura di fronte all’inerzia di Syndial rispetto alle bonifiche». Lo ha spiegato in aula la Zappetto che «Syndial ha l’obbligo di bonificare quei terreni in zona Sin. Terreni sui quali Versalis sta continuando a svolgere attività produttive altamente inquinanti con la termocentrale. Parliamo di 90mila tonnellate all’anno bruciate con autorizzazione del ministero dell’Ambiente. A dir poco scandaloso. E ci chiediamo come mai la Procura non abbia indagato anche Versalis». Da qui la richiesta della condanna al risarcimento del danno e di una provvisionale immediatamente esecutiva non inferiore ai centomila euro per ciascuno dei due comitati.

L’altra notizia della giornata è la richiesta da parte dell’avvocato Antonello Urru, legale di parte civile per il Comune di Porto Torres, della condanna – per gli imputati – al pagamento di una provvisionale per il forte danno di immagine subìto dal comune pari a un milione di euro con danni da quantificare in sede civile. Insieme al Comune di Porto Torres sono parte civile nel processo anche il ministero dell’Ambiente, la Regione, qualche armatore, la lega anticaccia e l’Anpana.

Domani mattina il processo riprenderà con gli avvocati della difesa Piero Arru, Carlo Federico Grosso, Mario Maspero, Fulvio Simoni, Luigi Stella e Grazia Volo. Nella sua richiesta di condanna per i dirigenti Syndial, il pm Greco ha contestato il disastro ambientale e il deturpamento delle bellezze naturali e non ha ritenuto di riconoscere le attenuanti generiche in quanto gli imputati «non avrebbero ottemperato in maniera adeguata alle prescrizioni imposte per scongiurare lo sversamento in mare di sostanze inquinanti», nella fattispecie benzene. Ora spetterà al collegio difensivo smontare il castello di accuse.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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