Sassari, si calano dal tetto: furto da Conforama
Domenica notte i ladri hanno rotto il lucernario, srotolato una scaletta e sono piombati direttamente sulla cassaforte
SASSARI. La tecnica è molto simile a quella di Tom Cruise in Mission Impossible: arrivare dal cielo, calarsi dal tetto direttamente sull’obiettivo, facendosi beffa di tutti i dispositivi di allarme. L’esecuzione è un tantino più casereccia: nel film il ladro Cruise utilizza un sofisticatissimo sistema di carrucole elettroniche. Nella realtà di una domenica notte sassarese, la banda srotola dal soffitto di Conforama una scaletta di corda, rinforzata e stabilizzata con due pali innocenti. Tecnologia più grezza e a buon prezzo, ma tutto sommato efficace. E infatti il colpo è andato a segno e i malviventi sono riusciti a fuggire con la refurtiva. L’unica pecca sono proprio gli zeri del bottino: si devono accontentare di qualche migliaio di euro, perché l’incasso del week-end era stato già messo al sicuro e trasferito altrove dalle guardie giurate. In cassa forte erano rimasti giusto i contanti che potevano servire per non lasciare sguarniti i registratori di cassa per l’apertura del lunedì.
Ieri mattina, alle 11, i clienti erano tutti con il naso per aria. Guardavano questa strana scaletta penzoloni che dal tetto precipitava direttamente dentro una stanzetta. Intorno un via vai di poliziotti: gli investigatori della squadra mobile e gli specialisti della Scientifica a caccia di impronte.
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Il blitz notturno è stato rudimentale ma efficace. I ladri conoscevano molto bene la logistica ed evidentemente erano stati ben informati sulla dislocazione delle telecamere e dei sensori di movimento. Esperti e piuttosto agili. Dovevano essere almeno quattro o cinque. Hanno scavalcato la recinzione del megastore di arredamento e casalinghi e si sono portati dietro il necessario per il colpo: scala, una smerigliatrice angolare, un buon disco da taglio, e qualche busta della spesa. Poi hanno scelto il punto più basso della struttura per approdare al tetto: sul retro c’è un’altezza di 3 o 4 metri. E probabilmente i tubi innocenti applicati alla scala di corda, servivano per facilitare la prima arrampicata. Una volta sul tetto, hanno tirato su anche la scala e se la sono portata con sè. Ormai erano al sicuro anche dalle ronde dei vigilantes, che più volte durante la notte fanno il giro di perlustrazione. Hanno raggiunto la posizione strategica, che conoscevano a memoria. Sicuramente avevano già svolto uno o più sopralluoghi, perché Conforama è un labirinto dove orientarsi e anche sul tetto sarebbe impossibile avere dei punti di riferimento. Ma la banda conosceva tutti i dettagli: c’è un lucernario posto proprio sulla stanzetta che custodisce la cassaforte.
I ladri hanno divelto il vetro, e si sono calati giù con la scaletta fai da te. Poi in una ventina di minuti hanno praticato una sorta di apertura a finestra nella parte posteriore la cassaforte, eseguendo tre tagli a quadrato. In alto e ai lati: dopodiché hanno fatto leva sul taglio in alto e hanno tirato giù la sottile lastra d’acciaio come fosse una scatola di sardine. Non hanno trovato un tesoro, e si sono accontentati. Hanno rovistato nella stanzetta, messo a soqquadro ogni cosa, e poi sono risaliti ripercorrendo la strada al contrario. Non si sono azzardati a muovere un passo fuori da quell’ufficietto, perché è probabile che nei reparti vendita ci fosse un sistema di telecamere e di sensori. Ma alcuni dispositivi potrebbero aver ugualmente ripreso i loro movimenti, soprattutto all’esterno.
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