La Nuova Sardegna

Sassari

Verbale falso, due anni al vigile urbano di Tissi

di Nadia Cossu

A un impresario arrivò una multa per sosta vietata ma la sua auto era in officina Assolte la comandante della polizia municipale e un’agente ausiliaria

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TISSI. Quel giorno – ossia il 17 febbraio del 2010 – la Bmw di Gionni Deledda, imprenditore edile di Tissi, non era parcheggiata in via Municipale nello stallo riservato ai disabili. Era in officina da alcuni giorni per delle riparazioni. Eppure, a distanza di quattro mesi, al proprietario era arrivato un verbale della polizia municipale che contestava la sosta vietata. Fin qui nulla, o quasi, di così irreparabile. In questi casi di solito si fa un ricorso, si esibiscono le fatture dell’officina meccanica e tutto fila liscio.

E invece succede che il vigile urbano – Giovanni Sanna, 57 anni – viene rinviato a giudizio per falsità ideologica in atti pubblici commessa da pubblico ufficiale, in concorso con Lorenza Locci, 46 anni, agente ausiliario, e Ornella Cau, di 56, comandante della polizia municipale (nonché moglie del vigile). E succede anche che Sanna viene condannato in abbreviato dal gup Michele Contini a due anni di reclusione e al pagamento delle spese processuali. Mentre le due donne (assistita la Locci dall’avvocato Pietro Piras e la Cau da Enrico Cossu e Giuseppe Masala che difendevano anche il vigile) sono state assolte la prima perché il fatto non costituisce reato e la seconda per non aver commesso il fatto. È una storia che finisce davanti a un giudice penale per i contorni che la contraddistinguono, con le testimonianze (raccolte dai carabinieri a sommarie informazioni) che confermavano la tesi di Deledda: «Quel vigile mi perseguita». L’avvocato Rossella Pinna, che ha assistito l’imprenditore, ha dimostrato come gli atti falsi fossero in realtà due. Nel verbale di contestazione figurava la Bmw nello stallo disabili ma in realtà c’era un Doblò, di proprietà di Deledda che infatti non ha negato: «È vero, parcheggiai lì il Doblò. Ma non la Bmw. E soprattutto ero presente quando i vigili passarono. Invece (e qui sta la seconda falsità ndc) nel verbale scrissero “in assenza del trasgressore”)». Due errori che per l’accusa dimostrerebbero un accanimento “volontario” di Sanna nei confronti di Deledda.

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