San Nicola, dipendenti sul piede di guerra
Ieri un sit in davanti alla residenza sanitaria di via Piandanna: «Turni massacranti e straordinari»
SASSARI. Lamentano turni di lavoro massacranti, troppe ore di straordinario e troppe responsabilità sulle loro spalle.
I lavoratori della residenza sanitaria assistenziale San Nicola, di proprietà del gruppo Segesta e gestita dalla cooperativa Mosaico, spalleggiati dalle segreterie territoriali di Cgil Fp, Cisl Fp, e Uil Fp, ieri mattina hanno manifestato la loro protesta con un sit in davanti all’ingresso della struttura sanitaria privata, in via Piandanna. «Abbiamo tentato in tutti i modi di rappresentare ai vertici della cooperativa che l’organizzazione del lavoro e la dotazione organica appaiono quantomeno inadeguati in considerazione della complessità assistenziale degli ospiti ricoverati», spiegano i tre segretari Antonio Canalis, Armando Ruzzetto e Dario Cuccuru». Nella residenza alle porte di Sassari lavorano settantacinque dipendenti fra infermieri, operatori socio sanitari e ausiliari. Troppo pochi, secondo i sindacati, per occuparsi dei centoventi ospiti bisognosi di assistenza e cure che sono ricoverati nella struttura privata che opera in convenzione con la Asl di Sassari. «Facciamo turni di sette otto ore e le notti spesso ci troviamo in due a dover assistere sessanta pazienti a testa», spiegano i lavoratori. In realtà all’assemblea con sit in ci sono pochissimi dipendenti, appena una decina stazionano davanti all’ingresso della struttura, da dove entrano ed escono persone anziane, sedute su sedie a rotelle e accompagnate dai parenti a prendere una boccata d’aria nel cortile-giardino che circonda la residenza sanitaria.
«Molti sono di turno e non possono allontanarsi dal posto di lavoro nemmeno per pochi minuti. Da quando abbiamo proclamato l’assemblea e il sit in, non si respira un’aria molto distesa qui dentro - spiegano i sindacalisti -. Abbiamo chiesto che si proceda ad assumere almeno tre operatori socio sanitari e un infermiere, ma le nostre richieste sono state ignorate. Il comportamento della proprietà è inaccettabile, e anche quello della Asl di Sassari e della Regione, che dovrebbero vigilare sulle strutture accreditate con cui stipulano convenzioni per l’assistenza sanitaria», commenta Antonio Monni, della segreteria Cisl Fp. All’interno della struttura di via Piandanna nessuno è autorizzato a replicare alle accuse di lavoratori e sindacati, e le risposte arrivano direttamente dalla sede milanese della Segesta: «Nella residenza sanitaria assistenziale San Nicola di Sassari sono rispettati in toto gli standard aziendali previsti dalla normativa della Regione Sardegna - spiegano -. Abbiamo 109 dipendenti fra sanitari e amministrativi e tutti lavorano al servizio dei 120 ospiti della struttura. Le lamentele sono ingiustificate. La società garantisce sempre livelli del servizio di alta qualità, oltre gli standard previsti e in caso di assenze del personale dipendente, ricorriamo ad assunzioni temporanee tramite agenzie interinali, proprio per mantenere inalterato il livello dei servizi».
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