La Nuova Sardegna

Sassari

San Nicola, dipendenti sul piede di guerra

di Vincenzo Garofalo
San Nicola, dipendenti sul piede di guerra

Ieri un sit in davanti alla residenza sanitaria di via Piandanna: «Turni massacranti e straordinari»

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SASSARI. Lamentano turni di lavoro massacranti, troppe ore di straordinario e troppe responsabilità sulle loro spalle.

I lavoratori della residenza sanitaria assistenziale San Nicola, di proprietà del gruppo Segesta e gestita dalla cooperativa Mosaico, spalleggiati dalle segreterie territoriali di Cgil Fp, Cisl Fp, e Uil Fp, ieri mattina hanno manifestato la loro protesta con un sit in davanti all’ingresso della struttura sanitaria privata, in via Piandanna. «Abbiamo tentato in tutti i modi di rappresentare ai vertici della cooperativa che l’organizzazione del lavoro e la dotazione organica appaiono quantomeno inadeguati in considerazione della complessità assistenziale degli ospiti ricoverati», spiegano i tre segretari Antonio Canalis, Armando Ruzzetto e Dario Cuccuru». Nella residenza alle porte di Sassari lavorano settantacinque dipendenti fra infermieri, operatori socio sanitari e ausiliari. Troppo pochi, secondo i sindacati, per occuparsi dei centoventi ospiti bisognosi di assistenza e cure che sono ricoverati nella struttura privata che opera in convenzione con la Asl di Sassari. «Facciamo turni di sette otto ore e le notti spesso ci troviamo in due a dover assistere sessanta pazienti a testa», spiegano i lavoratori. In realtà all’assemblea con sit in ci sono pochissimi dipendenti, appena una decina stazionano davanti all’ingresso della struttura, da dove entrano ed escono persone anziane, sedute su sedie a rotelle e accompagnate dai parenti a prendere una boccata d’aria nel cortile-giardino che circonda la residenza sanitaria.

«Molti sono di turno e non possono allontanarsi dal posto di lavoro nemmeno per pochi minuti. Da quando abbiamo proclamato l’assemblea e il sit in, non si respira un’aria molto distesa qui dentro - spiegano i sindacalisti -. Abbiamo chiesto che si proceda ad assumere almeno tre operatori socio sanitari e un infermiere, ma le nostre richieste sono state ignorate. Il comportamento della proprietà è inaccettabile, e anche quello della Asl di Sassari e della Regione, che dovrebbero vigilare sulle strutture accreditate con cui stipulano convenzioni per l’assistenza sanitaria», commenta Antonio Monni, della segreteria Cisl Fp. All’interno della struttura di via Piandanna nessuno è autorizzato a replicare alle accuse di lavoratori e sindacati, e le risposte arrivano direttamente dalla sede milanese della Segesta: «Nella residenza sanitaria assistenziale San Nicola di Sassari sono rispettati in toto gli standard aziendali previsti dalla normativa della Regione Sardegna - spiegano -. Abbiamo 109 dipendenti fra sanitari e amministrativi e tutti lavorano al servizio dei 120 ospiti della struttura. Le lamentele sono ingiustificate. La società garantisce sempre livelli del servizio di alta qualità, oltre gli standard previsti e in caso di assenze del personale dipendente, ricorriamo ad assunzioni temporanee tramite agenzie interinali, proprio per mantenere inalterato il livello dei servizi».

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