La Nuova Sardegna

Sassari

A rischio per i tagli la salvezza di altri bimbi

A rischio per i tagli la salvezza di altri bimbi

Chirurgia pediatrica e Neonatologia rischiano lo smembramento. La preoccupazione dei primari

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. La speranza è che Gabriella nelle sue visite future ritrovi ancora a Sassari il centro specializzato che ha reso possibile la sua “favola” e non una struttura smembrata da sterili e disorganiche politiche di budget.

Nel raccontare una vicenda così toccante non si può fare a meno di ricordare infatti che le due eccellenze del sistema ospedaliero nazionale: il reparto di neonatologia e di chirurgia pediatrica di Sassari, che ogni giorno da oltre vent’anni trasformano realtà tragiche in storie a lieto fine, attualmente rischiano di essere smembrate a causa delle politiche di razionalizzazione della rete e dei tagli imposti. I numeri parlano chiaro: nella Chirurgia pediatrica di Sassari vengono eseguiti circa trecento interventi all’anno, resi possibili grazie al supporto della terapia intensiva neonatale. Le due realtà lavorano in stretto contatto perché, come nel caso di Gabriella Scanu, le precarie condizioni di salute dei neonati che devono affrontare operazioni chirurgiche spesso non consentono il trasporto in altri centri. «Parcellizzare le strutture nel territorio è un’assurdità – conclude Fernando Cossu –. È fondamentale invece concentrare le competenze e gli interventi in centri specializzati dove i pazienti possano convergere e trovare realtà efficienti in grado di accoglierli».

«Chiudere a Sassari la chirurgia pediatrica per spostarla al Mater di Olbia, dove non è previsto né il reparto di neonatologia né la terapia intensiva neonatale, è un’azione insensata – sottolinea Antonio Dessanti –. I reparti devono lavorare insieme per poter affrontare le patologie più complesse del neonato».

  «Alle cliniche di Sassari abbiamo trovato non solo una professionalità rara quanto eccezionale – conclude Nando Scanu –, ma anche tanta umanità e supporto psicologico, elementi che ci hanno sostenuto nei mesi difficilissimi che abbiamo trascorso a Sassari. È molto complicato essere genitori di un neonato in terapia intensiva. Non finiremo mai di ringraziare tutto lo staff delle cliniche insieme ai miei cugini sassaresi Gian Mario e Monica. Ora che abbiamo ripreso il contatto a Sassari con questi bravissimi specialisti speriamo di poterli ritrovare sempre in futuro come riferimenti preziosi per la saluta della nostra bambina». (Mo.De.M)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative