Nuova vita per sei opere sacre
Grande attesa per la presentazione, venerdì, dei restauri del museo diocesano
TULA. Da giorni il mondo culturale cittadino è in fermento per l’appuntamento in calendario venerdì 22 luglio. Alle 19 nella sala conferenze del Centro Culturale San Francesco è in programma una serata che si annuncia di gran richiamo e come uno dei più importanti eventi della stagione a Ozieri. Il direttore artistico del museo diocesano di Arte Sacra, Demetrio Mascia, e la nota restauratrice Annalisa Deidda in collaborazione con lo studioso della storia della Chiesa in Sardegna, e non solo, monsignor Tonino Cabizzosu (attuale parroco di Ardara), presenteranno in prima assoluta il recupero di sei preziose opere che andranno ad arricchire il già notevolissimo patrimonio artistico del museo. Nelle sale dell’imponente seicentesco edificio fra i tanti capolavori in esposizione si possono pure ammirare la stupenda “Pala d’altare di Nostra Sinora di Loretto” e il coinvolgente dipinto del “Discendimento dalla Croce” opere del Maestro di Ozieri, che creano sempre fortissima suggestione nei numerosi visitatori, in specie fra gli stranieri. Farà gli onori di casa il vescovo Corrado Melis che accoglierà fra gli altri il sindaco Leonardo Ladu, l’assessora alla cultura Giuseppina Sanna e tante altre rappresentanze civili e militari cittadine e del circondario: «Assai impegnativo e delicato è stato l’intervento sul dipinto ad olio su tela raffigurante suor Rosalia Francesca Pinna - dicono i tecnici -. In considerazione del suo precario stato conservativo la tela è stata sottoposta a un consolidamento in loco eseguito con adesivo a base cellulare e carta giapponese. Ciò ne ha consentito il trasferimento al laboratorio dove il lavoro è stato felicemente concluso». Assai accurato e nel massimo rispetto dell’originaria fattura anche il restauro attuato su cinque sculture lignee vecchie di secoli (1400/1500) e in stato di grave degrado. In buona parte tarlati, presentavano pesanti stratificazioni di polvere e imbrattature di varia natura. Alla fine sono riapparse nella loro primitiva bellezza le due statue policrome, una piccola e una più grande, con l’effige di San Giovanni Nepomuceno, San Giovanni Evangelista, San Pietro de Alcantara e Sant’Agostino. Da segnalare che nel cantiere è stato consentito ai visitatori di osservare in diretta alcune fasi dell’intervento con la guida della restauratrice Anna Lisa Deidda che si è avvalsa dell’assistenza fornita dagli allievi della classe 3° del liceo classico. Ragazzi e ragazze per giorni sono stati al suo fianco animati da vivo entusiasmo e ansia di sapere. Ciò nell’ambito del progetto alternanza scuola-lavoro”, un’iniziativa impostata dalla scuola con l’intento di fornire ai giovani competenze utili a un loro eventuale inserimento nel mercato del lavoro, così alternando le ore di studio e di formazione in aula a stage in aziende della zona. «L’operazione - ci tiene a precisare Demetrio Mascia - è stata resa possibile dall’efficace contributo offerto dalla Fondazione di Sardegna e dalla Conferenza Episcopale Italiana che ha attinto ai fondi dell’ 8x1000».
Gerolamo Squintu
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