Chilivani, nuovo impianto sotto stretta sorveglianza
Il Comune istituirà una commissione speciale per vigilare sulle emissioni Accolte le richieste dell’opposizione. A breve nuovo incontro con i cittadini
OZIERI. La riunione della commissione Attività Produttive con la Render, società che si appresta a costruire a Chilivani un impianto di colatura di grassi animali, pare aver rasserenato gli animi grazie alle rassicurazioni fornite dall’azienda in merito alla natura del progetto e alle garanzie di tutela ambientale. Notizie che a breve saranno comunicate ai residenti di Chilivani, dato che solo una piccola rappresentanza era presente alla riunione della scorsa settimana.
Lo ha riferito il presidente Marco Murgia, che convocherà «una seduta straordinaria della commissione a Chilivani per permettere a tutti di conoscere gli esiti dei suoi lavori». Ma non è tutto: la zona industriale di Chilivani (con quell’impianto e non solo) sarà costantemente controllata dall’istituzione comunale, che istituirà una commissione speciale incaricata di raccogliere ed esaminare tutte le relazioni sulle rilevazioni delle emissioni e quant’altro. «Relazioni – spiega Murgia – che tutte le aziende che hanno impatto ambientale devono, per legge, produrre ogni anno agli enti di tutela al fine di comunicarne gli esiti ai cittadini».
La decisione è stata presa in accoglimento della proposta del capogruppo di opposizione Nanni Terrosu, che nel corso della riunione è apparso moderatamente soddisfatto delle informazioni fornite dall’azienda (già dal maggio 2015) ma anche rassicurato dal parere positivo dato «dalle due maggiori imprese dell’agroalimentare del territorio, Agriexport e Bardana, che non hanno mostrato preoccupazione alcuna per l’impatto d’immagine su un territorio a vocazione agrozootecnica, ma che tuttavia hanno sottolineato la necessità di massimo controllo perché vengano garantiti i termini di sicurezza ambientale e sanitario». Parole che hanno motivato la proposta dell’istituzione di una commissione di controllo, che come detto è stata accolta.
Si può mettere la parola fine sulle polemiche, quindi? Se ne è detto convinto il sindaco Leonardo Ladu, che ha respinto le accuse di mancata vigilanza sul progetto da parte del Comune e di mancata informazione ai cittadini, citando a sua volta la riunione del maggio 2015 andata però quasi deserta. Il primo cittadino ha sottolineato anche che il progetto, per la sua validità, è stato inserito nel Paes, piano ambientale nato in una serie di riunioni svoltesi alla presenza di tecnici e tanti cittadini, anche non portatori di interesse: la comunità quindi, ne era informata. Non c’è stata quindi alcuna forzatura, ha detto Ladu, che ha respinto le «accuse infondate rivolte all’amministrazione da alcuni “soloni” sulla stampa ».
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