L’affresco di Papa Wojtyla coperto dal cartongesso
Opera di un artista castellanese è nella scuola elementare del Sacro Cuore Italia Unica grida al «gesto anticlericale, peggio che togliere il crocefisso»
SASSARI. «Mi spiace solo che ci si occupi della nostra scuola per una questione secondaria. E per giunta senza sapere esattamente cosa è successo».
Così Vittorio Sanna, dirigente dell’istituto comprensivo Monte Rosello (che comprende la “vecchia” elementare San Giovanni Bosco e le scuole medie numero 4 e 6) risponde alla polemica innescata dai dirigenti sassaresi di Italia Unica Alessio Paganini, Ermelinda Delogu ed Elena Vidili, che accusavano la scuola di aver compiuto «un gesto gravissimo, inaudito e anticlericale, di gran lunga peggiore di quello che può essere togliere il crocefisso dalle aule» per aver coperto con un pannello in cartongesso l’affresco di un artista di Castelsardo che riproduceva la visita di papa Giovanni Paolo II alla sinagoga di Roma. Una polemica che Italia Unica ha allargato all’amministrazione comunale ma l’assessore ai Lavori pubblici Ottavio Sanna si è smarcato rapidamente spiegando che il Comune non c’entra nulla con quanto accaduto perché la scelta è stata fatta «in piena e legittima autonomia» dai dirigenti scolastici.
Ma Vittorio Sanna non ci sta proprio a passare per iconoclasta. «La prima idea era quella di staccare e custodire in un’altra ala della scuola l’affresco – spiega – ma ci volevano troppi soldi. La soluzione migliore era quindi quella di proteggere l’affresco con un pannello in cartongesso anche per metterlo al riparo dalle manine dei bambini che ogni volta che passavano davanti al quadro non resistevano alla tentazione di accarezzarlo. E infatti i segni del passaggio dei bambini sono evidenti. Inoltre quell’androne potrà essere utile per creare uno spazio di incontro con le famiglie, ma anche per favorire l’opera di digitalizzazione della scuola che stiamo portando avanti: la parete che custodisce l’affresco servirà per l’installazione di un totem e per la proiezione di filmati e quant’altro. L’affresco è così ben protetto: il pannello è distante dal dipinto dieci centimetri e, se e quando avremo le risorse, si potrà pensare di restaurarlo. Non abbiamo inventato nulla, è un tecnica utilizzata in altre situazioni con il cartongesso che copre capolavori anche di Leonardo.
Ma c’è anche un’altro aspetto che mi ha convinto che quella del pannello protettivo era la soluzione migliore: al primo piano della scuola c’è il cartone preparatorio realizzato dall’artista che ha dipinto l’affresco di papa Giovanni Paolo II. È uguale all’opera adesso nascosta dal pannello e si può ammirare sempre. Ripeto, mi dispiace per il clamore sollevato, quando la nostra scuola ha altri problemi che meriterebbero l’attenzione della politica».
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