Festa per Leonardo Ladu, bersagliere più anziano d’Italia
OZIERI. La comunità tutta ha partecipato ai festeggiamenti in onore del bersagliere “tiu”Nenaldu (Leonardo) Ladu ( Ozieri, che con il raggiungimento del secolo di vita è forse il più vecchio...
OZIERI. La comunità tutta ha partecipato ai festeggiamenti in onore del bersagliere “tiu”Nenaldu (Leonardo) Ladu ( Ozieri, che con il raggiungimento del secolo di vita è forse il più vecchio rappresentante italiano del Corpo.
Poco prima della messa concelebrata dal vescovo Corrado Melis, monsignor Giovanni Dettori, don Roberto Arcadu e padre Peano c'è stato uno straordinario collegamento video-audio in diretta col colonnello Guido Russo, comandante del 7° reggimento Bersaglieri, (nel quale ha militato zio Leonardo fino a raggiungere il grado di sergente maggiore) e che è attualmente impegnato in missione di pace in Afganistan. In un lungo colloquio il colonnello e tutti i suoi uomini hanno rivolto i più fraterni auguri al sergenete, alla sua famiglia ed alla Sardegna. Egli commosso ha ricambiato auspicando la miglior riuscita della missione.
La celebrazione religiosa è stata accompagnata dai coinvolgenti canti del noto tenore ozierese Antonio Porcu. In chiusura toccanti parole sono state pronunciate dai celebranti, da una giovanissima nipote, dall'assessore, nonchè nipote e figlioccio, Gigi Sarobba che ha parlato anche a nome del sindaco, omonimo ed anch’egli nipote del vegliardo e dal poeta Vittorio Sini che ha letto due liriche in limba.
Altra gradita sorpresa sia per il festeggiato che per la moglie Antonia, per i figli Gigi, Franco e Giovanni e per i tanti amici presenti è stata l'improvvisa comparsa della fanfara dei bersaglieri “Città di Iglesias” che guidata diretta dal maestro Franco Melis ha tenuto un applauditissimo concerto. Erano presenti pure decine di bersaglieri con i relativi gagliardetti, delegazioni delle forze armate, dell'ordine e di associazioni civili e militari.
Sempre lucido e dotato di una memoria di ferro zio Leonardo ama intrattenersi con tutti ricordando con passione i suoi trascorsi fra i bersaglieri, in specie durante la campagna d'Africa con un paio d'anni passati fra le torride dune del Sahara, i combattimenti contro l'esercito inglese, la sua cattura a Tobruk il 17 giugno 1941 e i 5 anni di prigionia nel campo di Zanderwater (Sud Africa). Qui per la sua bonomia e lena nel lavoro fu quasi adottato dalla famiglia di un ricco impresario del posto che alla fine non voleva lasciarlo partire: «Il richiamo della fidanzata che mi aspettava a Ozieri era troppo forte e per cui pur a malincuore rifiutai l’allettante offerta – dice sorridendo –. Al rientro la Patria mi assegnò una somma equivalente a circa 100 euro che utilizzai per acquistare un paio di scarponi da lavoro».
Gerolamo Squintu
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