Teatro e musica nello spazio davanti al Re Barbaro
PORTO TORRES. Un weekend per ritornare a sentirsi città, per scrollarsi di dosso quell’aria un po’ dimessa che Porto Torres ha assunto negli anni della crisi. Uno dei tanti meriti di “Rooted Moon...
PORTO TORRES. Un weekend per ritornare a sentirsi città, per scrollarsi di dosso quell’aria un po’ dimessa che Porto Torres ha assunto negli anni della crisi. Uno dei tanti meriti di “Rooted Moon - International Theatre & Arts Festival”, è avere restituito, almeno per tre giorni, un tocco internazionale all’ex capitale petrolchimica sarda. Non solo questo, ovviamente: la kermesse, che ha avuto come prestigiosa location la piazzola ricavata sulla copertura della Domus di Orfeo, con alle spalle le rovine del suggestivo Palazzo di Re Barbaro, ha dato la possibilità a chi ha presenziato di assistere a magnetiche esibizioni di danza come quelle di The Princess of the Moon e Infinite You; divertenti monologhi in inglese dal sapore clownesco come quelli di Velo, dell’americano Chipmunk in Your Pocket - abile a mescolare spagnolo e inglese nel corso del suo spettacolo -, di Shayne’s mom on Tour dal Brasile, la surreale Radiator e la spassosa Adventures of Tracey Tracey-One Woman Show, dalla prestigiosa Ecole Philippe Gaulier. E poi, mini-concerti come quello dei britannici Dec Vozza e dello straordinario Stefan Taylor, oltre a quello davvero meraviglioso dei turritani Storie di altri Tempi. Hanno presenziato i fotografi sassaresi Antonio Mulas e Marco Sanna e infine la rassegna è stata conclusa dal Poetry Slam. Va così in archivio un festival, con ingresso gratuito, completamente finanziato da associazioni internazionali, in particolare University of Essex ed East 15 Acting School (Gran Bretagna) e Instituto Hercules Florence (Brasile), per tenere il quale gli organizzatori hanno letteralmente dovuto fare salti mortali, prodigandosi per pagare Siae, service luci-audio, gruppo elettrogeno, bagni chimici, fare gli autisti agli artisti i quali, da parte loro, si sono pagati persino il viaggio.
Emanuele Fancellu
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